E adesso il Carnevale è patrimonio culturale italiano

  • admin Mar, 09/01/2018 - 10:52
Carnevale di Misterbianco

Una svolta e un traguardo “storico” per i Carnevali italiani, con un riconoscimento formale e sostanziale grazie al quale sarà possibile attingere ai finanziamenti dello Stato per la valorizzazione e la promozione delle manifestazioni carnevalesche.

La nuova “legge sullo spettacolo” approvata l’8 novembre scorso alla Camera dei Deputati – dopo la precedente approvazione del ddl da parte del Senato - attesta che il Carnevale italiano è “patrimonio culturale” e che quindi, come tale, può attingere al “Fondo unico per lo spettacolo dal vivo” (FUS) del Ministero dei Beni e attività culturali e del Turismo. Una “certificazione” che giunge dopo un iter difficile che ha visto motivati e impegnati tanti parlamentari, tra cui la vicepresidente del Senato Rosa Maria Di Giorgi e i senatori Andrea Marcucci e Manuela Granaiola.

L’importanza del “brand” Carnevale e delle sue tradizioni italiane era stata ribadita a Roma il 7 novembre, nella riunione di “Carnevalia” (l’Associazione nazionale Carnevali d’Italia) - di cui fa ora parte anche il Comune di Misterbianco – diretta dalla presidente della Fondazione Carnevale di Viareggio Maria Lina Marcucci. E Misterbianco è stato inserito tra i 71 “Carnevali storici” italiani, aventi all’attivo almeno 25 anni di attività, assieme agli altri tre Carnevali siciliani di Acireale, Sciacca ed Avola. Un riconoscimento significativo e non pletorico, che offre non solo prestigio ma anche prospettive concrete ai centri interessati.

Ma c’è di più: la Commissione Bilancio di Palazzo Madama ha approvato un emendamento alla legge di bilancio a favore del settore, a prima firma del sen. Andrea Marcucci, con cui i Carnevali riconosciuti avranno a disposizione un fondo complessivo di 2 milioni di euro annui per il triennio 2018-2020. Il raddoppio dei fondi da uno a due milioni e il riconoscimento dei Carnevali (come manifestazioni che contribuiscono tra l’altro in modo rilevante al boom turistico dell'Italia), con la legge sullo spettacolo, sono il coronamento di un obiettivo ambizioso. Con lo status di “bene culturale” delle manifestazioni carnevalesche, che consentirà agli organizzatori di accedere ai contributi del Mibact, si riconosce ai Carnevali italiani la trasmissione di valori importanti anche sul piano dell’integrazione e della lotta al disagio sociale. Nell’assemblea romana di “Carnevalia” è stato concordemente sottolineato anche dai parlamentari presenti: «Il Carnevale non è uno scherzo, ma un insieme di arte, cultura, musica, danza, spettacolo, ingegno, creatività; ed ha indubbiamente un’utilità sociale. In tutti i Carnevali italiani ci sono tutte le arti; ciò è di fondamentale importanza, come risorsa turistica ed economica». Ed è prevista anche l’istituzione di una “Academy” dei mestieri legati proprio al Carnevale, con il coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado e progetti di alternanza scuola-lavoro.

Quindi un grande impulso per i Carnevali siciliani “storici”: Acireale, Misterbianco, Sciacca ed Avola vedono aprirsi prospettive serie e incoraggianti da coltivare con intelligenza progettuale e col massimo impegno operativo. Lavorando certamente sui “carismi” già sperimentati e apprezzati negli anni, ma anche sull’innovazione e la creatività, evitando assolutamente un “ripetitivo routinario” e consolidando le basi organizzative e partecipative. Coinvolgendo appieno la cittadinanza fin dalla fase preparatoria e curando nei dettagli ogni aspetto logistico e di attrazione ricettiva e turistica.

Grande soddisfazione ovviamente a Misterbianco, il cui “Carnevale dei costumi più belli di Sicilia” è iscritto dal 19 febbraio 2007 al n. 39 del “Registro Eredità immateriali della Sicilia” nel “Libro delle celebrazioni”. Un riconoscimento unico e prestigioso, quale patrimonio sotto l’egida dell’Unesco. E la dott.ssa Rosa Vitanza, attivissima funzionaria del Comune preposta al Carnevale, ricorda la necessità del massimo impegno dell’amministrazione comunale e delle migliori sinergie possibili per far decollare come merita l’evento carnascialesco: «Risultano già stanziati per quest’anno 34mila euro in via sperimentale, e parteciperemo a pieno titolo al prossimo bando del Ministero per accedere alla ripartizione dei nuovi fondi deliberati per legge, che per noi costituiscono una vera linfa vitale». Cosa che sono chiamati a fare naturalmente anche gli altri tre Carnevali “storici” siciliani, lavorando ai bilanci di previsione e ad una tempestiva programmazione.

Troppe finora le bellezze siciliane trascurate e mortificate; è tempo di voltare pagina, associando alle capacità e allo spontaneismo isolani la necessaria “managerialità” vincente che tante volte è mancata rischiando di compromettere anche le nostre realtà migliori. E’ ora che i nostri Carnevali “decollino” definitivamente oltre i propri stretti confini, acquisendo quegli spazi nei percorsi turistici e culturali italiani (ed auspicabilmente oltre) che indubbiamente meriterebbero. Ed è un segnale forte che dal Parlamento arriva ovviamente anche alla Regione siciliana, regina delle “grandi incompiute”, per valorizzare finalmente ciò che di meglio ha da offrire assieme alle sue bellezze naturali.

Roberto Fatuzzo
La Sicilia
19/12/2017