Carnevale di Misterbianco » Tematiche e Associazioni 2009

Associazione Culturale "Re Carnevale"


Considerazioni sulle precedenti esperienze carnascialesche.
Lo scorso anno l’Ass.ne "Re Carnevale" partecipò presentando come tema "La Divina Commedia" conducendola  alla vittoria.
Ciò ha donato all’Ass.ne ancora più entusiasmo e unione tra i membri del gruppo.
Continueremo con la stessa inesauribile voglia di trasmettere gioia e divertimento cercando di migliorare con l’aiuto di tutti coloro che vorranno proseguire questa avventura con noi.

Ringraziandovi vi auguriamo
Buon  Divertimento a tutti.

L’Ass.ne "Re Carnevale"

L’ Ass.ne "Re Carnevale"
Presenta:
Re Carnevale nel fantastico mondo delle maschere.


Origini e significato della maschera
L’uso della maschera è antichissima e si può già ritrovare all’origine della storia degli uomini, nella caccia e soprattutto nell’ambito di riti magici e religiosi.
Sacerdoti, stregoni, maghi, esorcisti cosi si distinguevano e rappresentavano in modo antropomorfico l’essenza divina e demoniaca .
La maschera è l’elemento che ha caratterizzato il carnevale ed essa aveva un preciso significato simbolico .
Il termine maschera, derivante dal longobardo " mascka ", significava larva, strega, demonio: rappresentava le anime dei trapassati che, evocati attraverso riti propiziatori, salivano sulla terra per auspicare un abbondante raccolto.
Gli antichi usavano la maschera anche nei trionfi, nelle pompe pubbliche, nei banchetti ed i pagani celebravano il fiorire della primavera, mascherati, con la libertà di rappresentare chiunque avessero voluto. Più tardi l’uso di mascherarsi divenne molto in voga presso i cristiani.
Nel medioevo le maschere comparvero per la più come raffigurazione del buffonesco impersonando nelle loro precipue caratteristiche lo spirito popolare e certi aspetti sociale tipica delle diverse regioni italiane.
Visto il legame strettissimo tra rito e teatro, il passaggio all’utilizzo della maschera nello spettacolo è breve. Basti ricordare, per l’antichità, le maschere del teatro greco, che avevano, oltre tutto, la capacità di amplificare la voce degli attori .
Le maschere del periodo rinascimentale assunsero solo carattere artistico e soltanto nei secoli successivi divennero facile mezzo per coprire scandali e intrighi.
L’uomo mascherato divenne  l’essere che egli stesso voleva rappresentare e tale egli appariva agli spettatori.
Con la commedia d’arte, che dalla metà del Cinquecento fino al settecento rappresentò il più singolare fenomeno della storia teatrale, nacquero le famose maschere del teatro italiano, introducendo in scena ciò che poteva divertire il pubblico.
A carnevale, in ogni strada ed angolo si respira aria di festa in un continuo brulicare di maschere, in un variegato spettacolo di colori, in un incessante sovrapporsi di musiche e in un travolgente vortice di balli .
Il carnevale è una festa contagiosa e basta poco per sentirsi integrati :
tutto e permesso e concesso grazie alla complicità delle maschere .


L’ Ass.ne "Re Carnevale"
Re Carnevale nel fantastico mondo delle maschere.

A terra:
Iniziamo quindi il nostro percorso di RE CARNEVALE con una rappresentazione di come lui vede l’origine del suo regno.


Maschera teatro greco

Indossata da:
Pilotta Giusy

Una riproduzione dell’arte greca viene data dal vestito rappresentante della commedia greca , le fattezze dell’abito ricordano quelli usati dagli antichi greci , interamente in tessuto di raso bianco, dalle sfavillante lucentezze, che risalta le due colonne laterali doriche sulle quali troneggiavano le tipiche maschere della commedia dell’arte greca . Una greca alla base del vestito ne adorna tutto il contorno. Il corpino drappeggiato con gusto ne delinea  la figura, il tutto riesce con eleganza, a far si che, chi lo guardi riesca ad annusare il profumo della antica Grecia.

Ai due lati due piccoli rappresentanze del costume greco dell’epoca.

Indossati da:
Pilotta Rosario,
Reitano Rosetta.
Trovato Debora
Ferlito Valentina
Fallica Maria
Fallica Vincenzo
Marino Agatino
Signorino Cristina
Catania Giuseppe
Catania Damiano
Motta Francesco
Tenerello Giovanna
Tenerello Filippo
Vitale Alessia

L’abito Maschile ha una tunica in velluto blu, la parte superiore drappeggiato a richiamare lo stile greco con una passamaneria oro a delinearne i contorni , la gonna a doppia campana con una bordura oro con la tipica greca a rilievo con paiettes nere , un largo mantello in azzurro ne avvolge la figura , e una spalliera circolare bordata in chantal blu sulla quale troneggia una maschera tipica ,del teatro greco.
Accanto,la versione femminile.Il costume di colore rosa ne delinea l’elegante figura , la gonna a ruota a punta sul davanti con le bordure in oro,il corpetto simile al vestito grande ne richiama la fattezza , la spalliera rivestita in chantal rosa sormonta anche essa una versione della maschera del teatro Greco.


Maschera Africana Zambè
L’origine della maschera oltre che nella civiltà Greca si era estesa anche in altre civiltà , tra cui quella africana la cui superba rappresentanza del vestito

Indossato da:
Russo Maria,
Il costume richiama l’antica civiltà africana, nella parte anteriore in pelliccia leopardata sulla quale troneggia la maschera dei rituali africani chiamati Zambè dai vivaci colori interamente pitturati a mano e scolpita integralmente sul legno importato dall’africa. La parte superiore è del tutto rivestita in raffia dal colore marroncino sulle quali vengono sormontate due tipiche maschere zambè scolpite in legno pregiato e pitturati a mano , nei lati del vestito si innalzano due tamburi rituali utilizzati in riti di ringraziamento , la parte superiore leopardata ne richiama la simbologia animale. Le finiture in piuma di gallo ne contornano la scollatura e le braccia. L’acconciatura lavorata con maestria  rivestita in piume di gallo con preziose passamanerie in perle e stras che si completa con un ventaglio di piume di fagiano reale .


Guerrieri Africani
Accanto troviamo una rappresentanza di guerrieri africani , costume

Indossato da:
Cannata Mattia,  
Abito in tessuto importato dal Congo dai colori arancio azzurro e verde che ne richiamano le antiche tessiture  grezze , il collare della cerimonia ne completa l’abito.

Tra le tante civiltà quella che ha delineato le fattezze dei costumi futuri è quella che rappresenta le antiche civiltà  MAIA  -  INCAS e AZTECHE.
Rappresentiamo una maschera MAIA  del


Dio Sole

Indossato da: 
Palmiggiano Cassandra.

Abito in crystal nero che fa da sfondo alle originarie maschere del Dio Sole , lavorato con le antiche sbalzature delle lamine d’oro ne rappresentano i volti del Dio Sole nelle tre versione  , BENEVOLO – IRACONDO e IMPASSIBILE. Dei fulmini ne adornano la maschera centrale rappresenta dai quattro punti cardinali , il corpino interamente in tessuto oro colorato  a spiga riporta le antiche lavorazione dei costumi indossati durante i riti , nella acconciatura si vede troneggiare la maschera del Sole.


Il Dio della Muertes Incas

Indossato da:
Palmiggiano Salvatore.

Un'altra rappresentanza delle antiche  maschere è il dio della MUERTES , l’abito in doppiato nero  , rosa e viola, fanno da sfondo all’antica maschera del Dio, riproposta integralmente per come è stata ritrovata nelle antiche rovine della civiltà. La lavorazione a sbalzo in sottile foglie d’oro del tutto delineate in cordoncino nero  e passamaneria viola. Le pietre dure valorizzano la parte posteriore del vestito realizzata in crystal dal taglio ottagonale color nero e rosso. Il corpetto in maglina di lamè viola con strisce in crystal viola, nero e bordò. Le maniche riprendono la gonna, un teschio centrale a mò di spilla,  mentre nell’acconciatura una antica falce sormontata da piume di fagiano reale .


Dio Della Luna Aztecha

Indossato da:
Dicaudo  Salvo.

Un'altra rappresentazione delle antiche civiltà e  quella del dio della luna AZTECHA , maschera dai colori che vanno dal celeste al blu elettrico. Parte sottostante volant in cristal azzurro e tulle blu scuro , al centro una fedele riproduzione della maschera della luna impreziosita interamente con un ricamo in paillettes e medaglione che riproduce gli antichi decorri dei costumi AZTECHI ,  sui laterali dei volant a doppia balza riproducono il cielo notturno con delle piccole rappresentanze di lune dalle quali fuoriescono dei scintillanti raggi argentati, il corpino in broccato azzurro in tramato argento completamente ricamato in paillettes azzurre e turchese , pietre dure lavorate con delicati intrecci floreali , collettone  e spalline interamente coperte in piume di fagiano raro importato dalle riserve reali , ne riferisce il tutto la riproduzione fedele  delle antiche corone  AZTECHE .


Mascheera del Faraone Tutankhammon

Indossato da:
Santonocito Orazio.

Ultima rappresentazione delle maschere antiche e quella del faraone TUTANKAMMON,  la maschera  rappresenta quella che fu rinvenuta nel sarcofago del faraone , base e collettone reale arricchito da pietre preziose , la maschera che riproduce il volto è interamente ricoperta di lamine d’oro , il copricapo in doppietto oro e azzurro ne riproduce quello originale. Il corpino riproduce quello delle antiche dignitari, il collare faraonico simile a quello della maschera, il tutto completato dalla corona del triregno.


1° CARRO:


Le Maschere
In cima al carro fanno da fondale le due figure di Arlecchino e Pulcinella  che insieme danzano e mostrano una mascherina.  Più giù hai lati due maschere teatrali ( Maschera Tragica – Maschera Comica ), e per finire una grande Maschera Veneziana abbraccia la zona anteriore della scena.


SUL CARRO:


Sul Primo Carro troviamo alternarsi dei personaggi con costumi storici Aztechi , che ne ripropongono le fattezze ed i colori dell’epoca.

Indossati da: 
Marchese Davide,
Marchese Enza,
Palmeri Piero,
Davì Enzo,
Marchese Antonino.


Tra loro, due maschere Italiane , quali:

Colombina.

Indossata da: 
Marchese Enrico.

L’abito rosa su una gonna di tulle bianco ed enormi fiocchi oro in testa.Una Gottesca acconciatura settecentesca similare.

Corallina.

Indossata da:  
Marchese Filippo,
Palmeri Pietro.
L’abito a fantasie con gonna gonfia il tulle bianco che ne aggoffano la figura.


A TERRA DOPO IL 1° CARRO

Ecco cosi spostarci in quello che tutte queste civiltà hanno creato nel futuro  ovvero il carnevale.
Quello per eccellenza come massima aspirazione , e quello brasiliano che apre il:

Portabandiera  –  Re Carnevale.

Indossata da: 
Altieri Luana.

La gonna in broccato bianco e oro è impreziosita da passamanerie oro e piume azzurre, una balza oro del tutto ricoperto a mosaico di specchi sul centrale e fregio di RE CARNEVALE , corpino in lycra oro e bustiere turchese ne delineano la figura , le spalline riprendono gli antichi costumi INCAS  , l’acconciatura a mò di turbante  con piume di fagiano e chantal .


Rappresentazione classica di RIO sono:
Le ballerine di samba.

Indossata da: 
Nicotra Anna.

L’abito in velluto nero dal taglio sensuale ne delinea le prosperose forme , interamente ricamato a mano con paillettes di svariati colori , il retro del vestito delle code a formare un ventaglio a rialzo anch’esse ricamate , ne corona il tutto una spettacolare spalliera carnascialesca .


Una rappresentazione classica dei colori e della sensualità di RIO è:
La Regina del Brasile.

Indossata da: 
Alessandra.

La gonna riprende vivaci colori dell’arcobaleno tutti a volant con grossi paillettes oro , il corpino nero impreziosito da pietre dure colorate , le maniche a volants riprendono i colori della coda , l’acconciatura in turbante nero con chantal di vari colori incornicia il tutto .


Brasiliane

Indossata da:  
Rannisi Giuseppa,
Ottomano Fabiana,
Ottomano Ylenia,
Russo Eliana,
Gambino Marika,
Gambino Valentina,
Scavuzzo Katia,
Coppola Marco,
Gaita Sabrina,
Di Mauro Jenny,
Bonaccorso Letizia,
Vitale Nancy.

L’abito è una tuta in licra oro sapientemente modellata alo fine di rendere sex e conturbanti i corpi delle ballerine leggiadre e colorati volant ne accarezzano le gambe.
Un turbante oro ne cinge il capo come un abbraccio e una cascata di piume turchesi ne accarezzano la schiena


 La Primavera  Regina de Brasil
Anche la fauna risente del carnevale con una doppia rappresentazione di
Farfalle brasiliane.

Indossata da: 
Marchese Anna,
Lisi Anna.

Ovvero un incrocio tra ballerine e farfalle. Dei colori bianco nero coda volants e corpino bianco interamente ricamato , acconciatura dal particolare  forma a petali con lavoro certosino di ricami , due splendide ali a terminare il tutto .    


Nel suo percorso RE CARNAVALE  si addentra nella danze con dei:
Giri di samba.

Indossata da: 
Castellano Melinda.

L’abito in lycra azzurra , corpino in pizzo chantiglier azzurro interamente impreziosito da pietre dure , la gonna con drappeggio veneziano rifinito interamente in stras , una spalliera a giri circolari ne rifinisca il tutto .


Il samba.
quello che scorre nelle vene dei sambeiro è

Indossata da: 
Emanuele Simona.

L’abito rosso sangue e nero impreziosito da rose rosse , corpino interamente ricamato ne delinea la  leggiadra figura , l’acconciatura in rose rosse ne corniciano il volto .

E’ ovvio che il nostro RE CARNEVALE  avvolto dalla musica e dal calore del carnevale che impazza nel brasile si lascia travolgere dalla Passione Du Braz

Indossata da: 
Nicotra Antonella.

L’abito dalla squisita eleganza ne delinea la figura , balze in organza perlata orlata oro fanno da cornice a rossi cuori con effetto a mosaico , parte centrale in velluto nero con ricercami ricami , bustiere nero ricamato oro ne risalta le sensuali forme , una delicata acconciatura ricorda i capelli francesi, una spalliera ne delinea il tutto rappresentanza del cuore forato di passione .


Dopo la massima espressione del brasile ecco l’eleganza assoluta del carnevale con la rappresentazione del carnevale di Venezia.


Ecco Re Carnevale passeggiare sotto un cielo stellato dove troneggiano due lune,
Il cielo notturno di Venezia.

Indossata da: 
Elena Grassia.

L’abito realizzato in velluto blu. Interamente ricoperto di stelle il corpino blu e oro con ricami in passamaneria , l’acconciatura a ventaglio , il tutto incorniciato da una doppia luna .


Una delle classiche maschere veneziane è:
Il dominò.

Indossata da: 
Scaminaci Giovanni.

L’abito a tunica argento impreziosito da merletto  nero veneziano una maschera a luna ne delinea il viso .


Tra le maschere della commedia dell’arte italiana vi è
Arlecchino.

Indossata da:
Caruso Orazio.

L’abito dalla vaga foggia settecentesca interamente ricrea l’abito  a PECKWOORCH colorato fatto in porporina acconciatura settecentesca spalliera a ventaglio .

La versione femminile
L’arlecchina

Indossata da: 
Zampadaro Catiuscia.

Dai tagli sartoriali estrosi nasce il costume interamente a PECKWOORCH  con rievocazione allo stile settecentesco anch’esso interamente lavorato con porporina di svariati colori , la gonna una nuvola bianca in tulle  ne esalta  la maestria sartoriale.

Una delle maschere allegoriche carnascialesche più note  è quella del
Jolly

Indossata da: 
Lisi Santi Raoul.

L’abito riproduce nelle sue fattezze la maschera da viso creando una magistrale scenografia il collettone a golgera contorna il sorridente volto incorniciato dal cappello in petali di lamè , l’acconciatura riproduce in miniatura l’intero vestito .


La classica visuale di una Venezia carnascialesca è:

Il gondoliere  che porta le maschere al ballo .
L’abito struttura  indossato da: Nikola Rizza
riproduce nei minimi dettagli quattro mezze gondole che portano le maschere al ballo interamente realizzate con una struttura in legno e in ferro . A delineare tutto il contorno del vestito la riproduzione fedele del mare lagunare realizzato in plastica trasparente tricolore .


Non possono mancare nell’impazzare del carnevale
I coriandoli

Indossato da:
Pagliaro Chiara,
Messina Sara,
Muzzone Luana,
Vinciguerra Maria,
Vinciguerra Alessia,
Guglielmino Mirea,
Guglielmino Lusiana,
Consoli Marica.

Il simpatico e grazioso abitino in raso bianco e letteralmente tempestato di pagliettoni colorati tanto da simulare una cascata di coriandoli.


I due volti di  Venezia

Indossato da: 
Nicotra Santina.

Quello che nessuno sa e che la bella e sorridente Venezia durante la festa carnascialesca mostra i suoi due volti, lo spettacolare abito mostra due meravigliose e distinte maschere luna in broccato verde intramato oro alternato da volants in merletto nero bordo oro cordoncino che ne riprende i colori, una collana di perle oro lucide e satinate delineano i distacchi . Il  secondo lato stacca nettamente dal primo nei colori utilizzati quali broccato azzurro fondo argento e merletto bianco con riporti argentati .la particolarità dell’abbinamento delle due stoffe è dovuto ai due broccati importati direttamente dall’Olanda, l’acconciatura riprende un turbante veneziano con le classiche maschere e decorazioni in stile .


Dama al Gran Ballo di Venezia

Indossato da:
Ippolito Santina.

Tra le visuali più note a Venezia è quello di incontrare le maschere che passeggiano sui ponti per andare al gran ballo di Venezia, l’abito riproduce un classico ponte veneziano dai fregi baroccheggianti , l’abito della dama in velluto nero è adornato nel corpino di ricami in oro , il mantello in taffetà verde completa l’abito, completa l’abito il copricapo con un turbante di foggia veneziana .


700 Veneziano

Indossato da: 
Cacciola Nency.

Tra gli abiti più in voga nella Venezia carnascialesca  sono gli abiti che richiamano il settecento veneziano, in broccato giallo e merletto bianco interamente bordato in passamaneria oro e drappeggi , il centrale in tulle bianco plissettato adornato di perle bianche , fiocchi , nastri , passamaneria , perle , ne adornano il tutto .l’acconciatura puro settecento ne esalta il contesto .


Dama in rosa.

Indossato da: 
Condorelli Cettina.
L’abito in damascato rosa antico e panna interamente ricamato sul davanti con perle bianche che vengono riportate nel lungo mantello a codè , sul centro davanti una triplice maschera veneziana che insieme  alle due laterali ne arricchiscono il vestito , a ultimare il tutto una superba acconciatura rosa antico superbamente adornata.

Una piccola riproduzione di una maschera italiana è Gianduia

Indossato da: 
Castellano Orazio.

L’abito di foggia settecentesca  dal color gianduia passamaneria oro e merletto bianco ne arricchiscono il tutto .


Tra le maschere italiane si nota quella della commedia italiana quali
Capitan Fracassa

Indossato da: 
Santonocito Andrea.

Il costume in ciniglia rossa interamente striato di passamaneria oro riproduce fedelmente al costume un grande collettone a pizzi sormontato da una golgera , mantello a doppia campana ne arricchisce il vestito.


Un’altra maschera italiana è quella di
Brighella

Indossato da:
Tomarchio Maria Carmela.

Il costume di doppiato bianco a striature verdi  interamente adornato di passamaneria oro chiaro  ,  il taglio settecentesco.


Tra le maschere da viso più note c’è:
Il moro di Venezia

Indossato da: 
Pisano Davide.

L’imponente maschera riproduce il viso della famosa maschera nera , il turbante in bloccato nero e oro alternato da doppiato oro interamente impreziosito da passamanerie e preziose vari , l’abito soprastante dal corpino ricamato in oro e bronzo,  dietro la coda del vestito  diventa la cuffia del turbante interamente e superbamente adornato.


Ed ecco la corte del RE con
Paggetti piccoli.

Indossati da :
Grasso Francesco,
Marletta Alfio,
Reina Emiliano,
Gli abiti sono stati realizzati in merletto bianco e passamaneria argento.


Paggetti grandi .

Indossati da :  
Cavallaro Salvo,
Spampinato Emanuele,
Iacobello Antonio,
Darrico Alessio,
Marletta Giuseppe.
L’abito è stato realizzato in damascato verde merletto bianco e passamaneria oro .



Le damine grandi.

Indossati da : 

.Messiana  Sara,
Lizio Roberta,
Denis,
Astorina Anna,
Marletta Angela,
Mascali Veronica.

Le damine piccole.

Indossati da :  

Lizio  Claudia,
Puglisi  Giulia,
Samperi  Sofia,
Musumeci Elena,
Eliana.

Gli abiti sono entrambi realizati in damascato rosso rifiniture merletto bianco fiocchi oro .


2° CARRO: 

Re Carnevale nel fantastico  mondo delle Maschere


Il secondo Carro rappresenta Re Carnevale sulla sua imponente Carrozza dorata, mentre va ad esplorare il mondo delle maschere. Questo simpatico personaggio, non potendo mai fare a meno, della sua grande corona imperiale piena di giullari, la trasporta a bordo della carrozza imperiale che viene trainata da due draghi alati.
Gli elementi scenografici sono realizzati in polistirolo e vari materiali.


SUL CARRO:

Sul secondo carro troviamo
La corte di Re Carnevale

Indossato da: 
Celano Salvo.

L’abito sfarzosamente arricchito di pietre dure passamaneria di ogni tipo, ricorda le fogge della corte del Re Sole, un sontuoso mantello ne arricchisce il contesto ulteriormente a completare il tutto una sontuosa e preziosa corona regale.


Accanto al RE troviamo :
I Giullari.

Indossati da:  
Puglisi Salvo,
Marchese Nino,


Damina
Indossati da: 
Bruca Antonella


L’Ass.ne culturale   " Re Carnevale "    Ringrazia per la collaborazione:


Il Presidente:
Litrico Giuseppe.

I soci collaboratori: 
Puglisi Salvo,
Ambra Salvatore,
Marchese Antonino,
Marchese Enrico,
Lisi Giovanni,
Lisi Santo,
Celano Salvo,
Santagati Piero,
Santagati Mario.

Scenografi Carri: 
Fazio Francesco.

Decori artistici:
 
Bruca Antonella.

Costumista:
Marino Alfio.

Impianti elettrici: 
Puglisi Salvo,
Celano Salvo,
Valvo Alessandro.

Acconciatore: 
Marino Alfio.

Sartoria: 
D’alessandro Giuseppina,
Nicotra Santina,
Marino Alfio,
Maria


Coreografia: 
Litrico Giuseppe.

Trattoristi Carri: 
Santonocito Angelo,
Lisi Santo,
Santagati Mario.

Collaborazione e stesura relazione: 
Litrico Giuseppe,
Marino Alfio.



Ci scusiamo se durante la stesura è stato omesso qualche nome e ringraziamo vivamente tutti coloro che hanno partecipato a questo fantastico Carnevale 2009.



L’Ass.ne "Re Carnevale" vi saluta e vi aspetta l’anno prossimo!