Carnevale di Misterbianco » Tematiche e Associazioni 2009

Associazione Culturale "Escopazzo"


Carnevale 2009

Tema: "Oh…my Gold !!!"
(Non è tutto Oro quel che luccica)

Giorni della sfilata:
15, 22, 24 Febbraio 2009

Sede: Via Menna, 62 Misterbianco (CT)

Come nasce Escopazzo

L’Associazione nasce subito appena finita l’edizione del Carnevale 2001, infatti, proprio all’indomani della premiazione quattro sciagurati(per l’esattezza 15 persone)si danno appuntamento in una casa di campagna sita nella nostra amata Madonna degli Ammalati e si discute sul da farsi, ma l’orientamento è subito chiaro questa nuova Associazione sa da farsi… e sì ci da appuntamento per la settimana successiva, nel fratempo ognuno di noi deve raccogliere quanto più informazioni e possibile su come muoverci.
La settimana scorre via velocemente e all’appuntamento ognuno di noi si presenta con carte ed informazioni di ogni tipo, su quel tavolo c’era veramente di tutto: regolamento del Carnevale, una bozza su come fare un proprio Statuto, informazioni presi dal Notaio e dal Commercialista ed ognuno di noi era soddisfatto dell’andamento.
A quel punto mancavano solo tre cose:

  • un appuntamento con un Notaio per mettere nero su bianco,
  • elezioni delle varie cariche,
  • ma soprattutto un benedetto nome.

Passa ancora una settimana e rieccoci ancora là ma questa volta con un appuntamento nel Notaio fissato per il 17 Maggio 2001.
Ora siamo pronti ad eleggere le varie cariche che la legge ci richiede, le persone elette avranno poi il compito di formare lo Statuto dell’Associazione.
Detto fatto.
Gli eletti si mettono subito a lavoro e nel giro di quindici giorni hanno pronto lo Statuto da fare leggere al resto dei soci e se va bene può essere presentato al nostro Notaio.
Solo qualche piccolo ritocco e abbiamo finito il nostro lavoro. Non è per niente vero perché manca ancora la cosa più importante il nostro nome di battessimo.
Dopo i primi nomi sparati lì sul momento abbiamo deciso di darci ancora una settimana di tempo allo scopo di rifletterci su. All’appuntamento successivo non posso descrivervi quanti nomi sono stati detti, ognuno di noi in un pezzo di carta aveva appuntati più di dieci nomi, quindi abbiamo deciso di andare per esclusione. Racchiusa la cerchia a cinque nomi abbiamo deciso di votare per alzata di mano ed ecco alla fine il nostro nome: Millenium, via alle feste cin cin con spumante di ogni tipo.
Questo nome però in realtà non ha lasciato tutti contenti anzi al contrario perché anche le stesse persone che lo hanno votato non erano del tutto convinti.
Questo di scontento si allargava sempre più, ricordo che mi arrivavano telefonate da quasi tutti i soci, il ritornello sempre lo stesso dobbiamo cambiare questo nome.
A questo punto ho deciso di fissare una riunione e discuterne tutti insieme, non abbiamo avuto neanche il tempo di sederci ad un tavolo che uno di noi dice: stanotte ho sognato il nome Escopazzzo e suona proprio bene ed in più e un nome giusto per noi, siete d’accordo???
Quindici persone su quindici alzano la mano, finalmente sì e tutti d’accordo ecco il nostro nome Escopazzo, io aggiungo Escopazzo oggi e sempre, ovviamente via ha nuovi festeggiamenti fino a quel 17 Maggio 2001 che fissa la storia moderna del Carnevale Misterbianchese.
Il resto e storia di ogni anno: riunioni con l’amministrazione comunale per decidere questo o quell’altro, riunioni fra i soci per decidere il tema, riunioni fra i soci per decidere lo stilista, riunioni fra i soci per decidere lo scenografo, riunioni fra i soci per dircene quattro in faccia.
Oggi alla vigilia della nostra ottava presenza la nostra Associazione Culturale è composta da cinque soci: Salvatore Licciardello, Turi Pappalardo, Alfio Cannata, Giovanni Trovato, e Nicola Privitera, che vi augurano un buon divertimento.

Esperienze precedenti
L’Associazione Culturale "Escopazzo" partecipa per l’ottava volta al "Carnevale dei Costumi più belli di Sicilia".

Alla prima partecipazione -Carnevale 2002- si presentò con "Chi tempu voi" piazzandosi al settimo posto nella classifica generale ma primo in quella riferita al Trofeo Web.

Nella seconda esperienza - Carnevale 2003 - propone "Escopazzo… nel meraviglioso mondo di Alice" e le soddisfazioni iniziano ad arrivare. Grazie al riconoscimento avuto dai giudizi espressi dai giurati gli viene riconosciuto uno dei premi più importanti in assoluto tra quelli messi in palio, ovvero gli viene premiato un costume intitolato: "La Regina di Cuori" (indossato da Tania Castellano e idealizzato da Giuseppe Carlo Privitera) come Miglior Costume Donna presente alla manifestazione, mentre un altro vestito intitolato: "Il Re di Cuori" (indossato da Salvatore Saraniti e idealizzato da Giuseppe Carlo Privitera) viene giudicato idoneo a rappresentare quest’edizione tramite l’ambiziosa Cartolina. Per quanta riguarda il gruppo invece, si posiziona al quinto posto nella classifica generale e si riagiudica il Trofeo Web.

Alla terza partecipazione - Carnevale 2004 - si presenta con "Escopazzo…land il parco dei divertimenti" riscotendo almeno tra il pubblico e tra gli addetti ai lavori un grandissimo successo non confermato almeno del tutto dai giurati (le aspettative erano ben più ambiziose rispetto al verdetto finale). Nonostante ciò il gruppo fa ancora un passo in avanti rispetto all’anno precedente e si piazza al quarto posto nella classifica generale ed inoltre un proprio vestito intitolato: "Le avventure di Capitan Uncino" (indossato da Salvatore Licciardello e idealizzato da Giuseppe Carlo Privitera viene indicato fra i 10 costumi più belli, riconoscimento che vale la prestigiosa Cartolina che ricorderà ai posteri questa edizione.

Alla quarta presenza - Carnevale 2005- si presenta al via con "Festicolando tutto l’anno". Già dalla prima sfilata l’emozione è tanta, visto che da molti siamo indicati come i possibili vincitori di questa edizione. Alla fine questo risultato viene veramente sfiorato ed il secondo posto a soli 4 punti dal vincitore viene visto come una grossa delusione. Fra i Trofei messi in palio ci aggiudichiamo: il Trofeo Migliori Effetti Luce ed il Trofeo SMS, giudizio quest’ultimo, molto importante perché viene attribuito dalla gente comune tramite un voto espresso via SMS. Inoltre fra i dieci costumi più belli ben due sono del nostro gruppo, le prestigiose cartoline vanno quindi ai seguenti costumi: "La Befana" (indossato da Sonia Comunale e idealizzato da Vera Scalia) e "Il Carnevale di Venezia" (indossato da Carmelina Torre  e idealizzato da Vera Scalia). Infine il costume intitolato "Il Presepe" (indossato da Salvatore Licciardello e idealizzato da Vera Scalia e realizzato da Giuseppe Carlo Privitera) vince il Trofeo Miglior Costume Maschile. Tutto ciò ci rende molto onore e siamo convinti che ben presto il prestigioso Trofeo Turi Campanazza sarà nella nostra bacheca.

Alla quinta presenza - Carnevale 2006- ci ripresentiamo ai nastri di partenza con la stessa voglia di fare degli altri anni, con il seguente tema: "Capricciose Divinità", anche se comunque alla fine il risultato non lo dimostrerebbe, ci classifichiamo al quinto posto, ricevendo comunque la segnalazione di tre premi cartolina, ovvero: "Afrodite" (indossato da Angela Cassisi e idealizzato da Giuseppe Carlo Privitera), "Iride" (indossato da Daniela Pluvione e idealizzato da Giuseppe Carlo Privitera) e "Tyche" (indossato da Katia Caruso e idealizzato da Giuseppe Carlo Privitera).

Alla sesta partecipazione - Carnevale 2007 - desiderosi di riscattarci dalla parziale delusione avuta l’anno prima, ci mettiamo dentro tutta la nostra grinta e tutto il nostro entusiasmo, ed il risultato finale lo dimostra. Proponiamo come tema "I Musical" ed il terzo posto finale oltre ad esaltarci rappresenta il giusto rimborso ai sacrifici fatti. Fra i vari premi messi in palio ci aggiudichiamo, per la seconda volta, con il massimo dei voti, il Trofeo Migliori Effetti Luce, inoltre il vestito "Aggiungi un posto a tavola" (indossato e idealizzato da Salvatore Licciardello) viene segnalato come premio cartolina.

Alla settima presenza - Carnevale 2008 - decidiamo di spenderci anima e corpo affinché l’ambitissimo Trofeo Turi Campanazza arrivi, dopo anni di duri sacrifici e di prestigiose esperienze, nella nostra, già ricca, bacheca. Decidiamo di rinnovare completamente il team che ci coadiuva  ed arrivano alla nostra corte persone di ricche esperienze capaci di poterci far fare definitivamente il salto di qualità, così Giuseppe Gullotta sarà l’ispiratore del tema, oltre che il padre dei spettacolari costumi: il costumista; Annachiara Di Pietro sarà la madre di tutte le prestigiose acconciature curate minuziosamente in ogni singolo particolare una per una come delle vere creature; ed infine, ma non per ultimo Alessandro Inzirillo sarà l’ideatore oltre che il realizzatore dei meravigliosi carri, lo scenografo. Soddisfatti della squadra creata, l’entusiasmo e l’euforia la fanno da padroni durante tutto il periodo che precede le sfilate, e le nottate quasi non pesano. Il tema con cui partecipiamo è "Profumo d’India", e il risultato di tutto ciò che siamo stati in grado di realizzare ci porta parecchia soddisfazione fin dalla prima sfilata a tal punto da essere moltissimi considerati i sicuri vincitori di questa manifestazione. Purtroppo non sarà così anche se resta la convinzione di essersi spesi nel miglior modo possibile.  Alla fine riusciamo a vincere per la prima volta il Trofeo Migliori Carri, anche se in coadiuvazione con un’altra associazione, e per la seconda volta riusciamo ad acciuffare il secondo posto nella classifica generale. La giuria inoltre ci riconosce diversi altri premi, e cioè: il costume rappresentante "Il Tramonto Indiano" (indossato da Katia Caruso ed idealizzato da Giuseppe Gullotta)oltre ad essere stato segnalato come premio cartolina riceve il premio "Dominò", altri premi cartolina con i costumi "Il Tempio di Tulsjmanoljr" (indossato da Lina Nicotra ed idealizzato da Giuseppe Gullotta) e "Il Danzatore Topeng" (indossato do Zio Ciccio Privitera e idealizzato da Giuseppe Gullotta). Infine, ancora una volta ci viene riconosciuto il Trofeo Miglior Costume Maschile con "Kovy e i suoi Serpenti" (indossato da Salvatore Licciardello ed idealizzato e curato da: Giuseppe Gullotta per la sartoria, Alessandro Inzirillo per la scultura e Annachiara Di Pietro per l’acconciatura e rifiniture varie).

Composizione del gruppo
Presidente: Alfio Cannata
Stilista: Giuseppe Gullotta
Scenografo: Alessandro Inzirillo & Cinzia Accarpio
Acconciature: Annachiara Di Pietro & Paolo Giuffrida
Coreografie: Scuola di danza New Performace
di Annamaria Trovato

Tema: Oh my Gold!!! (non è tutto Oro quel che luccica)

L’Associazione Culturale Escopazzo attraverso la rappresentazione del tema "Oh my Gold" intende dar vita ad uno spettacolo "allegro" in contrapposizione al momento di crisi che la nostra nazione  sta attraversando. Un momento difficile che tutti attraverso l’ottimismo pensiamo di superare nel migliore dei modi. Facendo una parodia nel titolo ed utilizzando l’aggettivo Gold (oro) –  metallo prezioso -  quasi a voler contrastare e subissare tutti gli avvenimenti della nostra storia recente. Oh my Gold … come forma di stupore d’avanti a tanto sfarzo, lusso, ostentazione di tutto ciò che è sinonimo di ricchezza (palliativo di serenità umana). Il titolo del tema… "Oh my Gold"….non è oro tutto quel che luccica", sta a significare che a volte tutto ciò che può apparire prezioso ed indispensabile in realtà non lo è!!!!!!!!
Durante la sfilata, si vedranno costumi, acconciature e installazioni "superbi" e "preziosi"…, nel crearle abbiamo voluto seguire l’andamento economico del periodo storico che stiamo attraversando, quindi senza sminuire i nostri costumi, abbiamo pensato di utilizzare stoffe pregiate quali: georgette, chiffon, organze, damaschi, velluti, e seta, ma abbiamo voluto "risparmiare" nelle applicazioni, ad esempio le passamanerie che vedrete sono tutte di nostra creazione, ancora abbiamo voluto utilizzare materiale povero, e possibilmente riciclato, quali: fondi di bottiglia di plastica, tappi di bottiglie, mollette del bucato, carta d’alluminio, pasta dipinta, ceci e fagioli brillantanti, ecc, ecc…questo perché siamo fortemente convinti che il carnevale deve essere solo una forma di puro divertimento e non di spreco, anche perché si può ottenere il massimo utilizzando un po’ di fantasia, come crediamo abbiamo fatto noi. Inoltre  vedrete la "storia del costume" a partire dal periodo bizantino quando l’oro e le pietre preziose servivano per agghindare i copricapo sfarzosi, che determinavano lo stato sociale e la casta. Farete un salto nel ‘700, e vi soffermerete ai primi del ‘900 osservando i maestri gioiellieri, la preziosità dei gioielli, e l’importanza dell’oro (lega preziosa) che ai tempi d’oggi è diventato quasi un "miraggio" che tutti vogliono possedere e solo in pochi hanno il privilegio di averlo. Oro inteso come lusso ed opulenza, ma non dimentichiamoci che non è oro tutto quel che luccica………


Disposizione della sfilata

STRUTTURA PORTA TITOLO

Conducente della struttura:
Dario Decomun

DIETRO LA STRUTTURA:
Oh My Gold: 
Cristina La Piana
Anna Lucia Riela
Agnese Sangrigoli
Andrea Fazio
Concetto Tomarchio
Pietro Tomarchio

Questi primi abiti ricordano il tema trattato dall’"Associazione Culturale Escopazzo" nel "carnevale dei costumi più belli di Sicilia" nell’edizione del 2009. La scritta sui loro copricapo, si compone, si disicompone e si ricompone  visibilmente al ritmo delle loro danze, quando la sritta è composta si può leggere "Oh my Gold". I ragazzi indossano un pantalone che ricorda vagamente la divisa militare, le ragazze una svolazzante gonna a petali, entrambi di organza di colore bianco ed oro. La parte superiore è uguale sia nella versione femminile che in quella maschile, entrambi indossano infatti una brillante giacca paillettes oro riccamente bordata di un boa di piume bianche.

Gli Allegri Metalli: 
Brenda Arena
Giusy Boncaldo
Lucy Boncaldo
Ketty Giuffrida
Erika Giordano
Brigitte Ippolito
Valeria Licciardello
Sabrina Marsiano
Noemi Mastroeni
Giada Montagna
Carmen Privitera
Dana Privitera
Giusy Privitera
Jole Privitera
Valeria Sciacca
Valentina Turrisi
(istruttore) Biagio Ippolito
Danilo Motta
Salvo Turrisi

A ritmo incessante danzano dei superbi ballerini, appartenenti alla scuola di danza "New Performace" con le loro casacche plissettate in lamé crespato in oro ed argento, i colori tipici dei metalli in assoluto più pregiati, con i loro movimenti ricordano l’apertura all’are di un uccello in volo.

PRIMO CARRO: SPILLA DÌ "RENE’ LALIQUE"

Conducente del carro:
Domenico Maclì

Con questo carro abbiamo voluto realizzare una famosa spilla-scultura di uno dei più famosi gioiellieri di tutti i tempi: Renè Lalique. Nel realizzarla il nostro scenografo non si è tirato indietro nel rivisitarla, rendendola di fatto una propria creatura.
Il soggetto rappresentato è una forma di essere umano statica china sul d’avanti avvolta totalmente da materiali preziosissimi quali: pietre dure, pavé di diamanti, coralli, rubini, smeraldi e zaffiri. Sulla testa è stata realizzata una corona impreziosita con innesti di diamanti e perle. Ai laterali non ci sono più scale ma soltanto pedane parallelepipedi che oltre a rappresentare una specie di evoluzione nelle forme danno vita ad una scenografia elegante e più gradevole agli occhi degli spettatori.
I materiali utilizzati per creare la struttura sono: base in ferro e legno, ricoperti di polistirolo intagliato e lavorato con colla vinilica e totalmente garzato. Il tutto è stato rifinito con tessuto lamé paillettato e specchi a forma di rombo e verniciato con colori a base di acqua dai colori spumeggianti.

SUL CARRO:

L’Allegra Corona:
Francesca Pedi di Papera

Sul copricapo dell’enorme struttura (corona) trova posto una svolazzante ed elegante figura, ovvero: l’Allegra Corona. L’abito è composto da un raffinato corpetto minuziosamente lavorato e tempestato di diamanti e rubini, da una gonna in paillettes e da una svolazzante sottoveste di georgette color argento. E’ stata applicata una gradevole spaglierà di colore bianco ricca di spadoni (piume) di colore bianco e rosso quasi a voler ricordare ed omaggiare il famoso Carnevale di Rio.  Completa il costume una gradevole acconciatura realizzata con l’utilizzo di materiali poveri quali: polistirolo, pasta e stuzzicadenti, il tutto arricchito con l’applicazione di pietre dure ed una spolverata di brillantina.

Il Nobile Argento:
Giambattista Caruso
Mario Di Mauro

Sulla schiena della spilla-gioiello danzano due splendite ragazze "frou frou" elegantemente vestite con costumi "vintage" anni ’50. L’abito è in velluto di seta di color blu copiativo arricchito con dei petali in organza e chiffon. Un imperioso colletto a scialle in paillettes scopre un grazioso decolté. Completa il tutto una graziosa e minuziosa acconciatura ricavata dall’utilizzo di materiali poveri, quali: polistirolo, pasta e carta alluminio completato da chantal di colore bianco.

Il Nobile Argento:
Concetta Diolosà
Grazia Di Mauro
Daniela Panessiti
Maria Grazia Panessiti

Ai laterali del carro sulle pedane di color fucsia si esibiscono nelle loro accattivanti danze quattro splendite fanciulle. Il loro elegante costume è composto da un abito lungo stile impero in georgette bianco bordato di ricche piume e da un corpetto gioiello in filigrana d’argento e innesti di pietre dure, opale e acquamarina. Completa l’abito un elegante chantal bianco. Anche qui i le acconciature sono state realizzate con materiale povero elegantemente assemblato.

DIETRO IL CARRO:

Gli Allegri Metalli:
Amalia Carani
Graziella Guisa
Alessia Sapienza
Valentina Spalletta
Anna Tomarchio
Daniele Aliberti
(istruttore) Alex Cabrera
Adriano Contino
Davide Contino
Alessandro Villani

A ritmo incessante danzano dei superbi ballerini, appartenenti alla scuola di danza "New Performace" con le loro casacche plissettate in lamé crespato in oro ed argento, i colori tipici dei metalli in assoluto più pregiati, con i loro movimenti ricordano l’apertura all’are di un uccello in volo.

Le Preziose Pietre Dure:
Giulia D’Alessandro
Mara Di Bella
Martina Di Noto 
Sofia Garozzo
Maida Raciti
Josephine Sicali
Sandy Sicali

Il costume delle piccole, preziose e coloratissime pietre dure, elegantemente indossati da queste tenere fanciulle, è così composto: abito a balze rigorosamente in georgette ed organza di svariati colori.Nella parte superiore è stata creata una raffinatissima cappa di cigno bianco, infine è stato applicato sia nell’abito che nell’acconciature che indossano una riproduzione della propria pietra.

Le Spille Pendentif:
Adriana Biagi
Gabriella Cammarata
Domenica Di Mauro
Caterina Falà
Giusy Trischitti

Queste raffinate ragazze sono vestite tutte d’oro, rappresentano delle spille e dei "Pendentif" di Boucheron (siamo negli anni ’30). Questo costume è stato creato in due versioni, infatti alcuni di loro indossano un tubino mentre altre un pantalone, ma entrambe realizzati con stoffe pregiate quali: georgette, chiffon, organze e lamé rigorosamente di colore oro. Nel decolté di ognuna di loro è stata applicata una ricca e minuziosa spilla gioiello ricavata intersecando fra loro materiali di uso comune quali: polistirolo, pasta colorata, pasta di piombo, stuzzicadenti e carta d’alluminio il tutto rifinito con pregiate passamanerie e brillantina multicolore. Stesso lavoro e tecnica sono state utilizzate per il loro copricapo.

I Ciondoli dagli Smalti Colorati: 
Federica Castorina
Roberta Santonocito
Maria Silvia Russo
Giampaolo Santonocito

Le tre fanciulle, nel loro candore, indossano abiti rigorosamente bianchi, creati con stoffe di pregiata manifattura, quali: georgette, chiffon e doucesse. Si notano delle applicazioni e dei spruzzi di colore nei petali, rigorosamente dipinti a mano dallo stilista, proprio a volere rendere omaggio ai maestri vetrai d’inizio ‘900; uno su tutti: Renè Lallique. Il copricapo rappresenta un cappello da sera realizzato anch’esso con applicazioni di pedali dipinti a mano ed arricchito con l’inserimento di pietre dure, brillantina e piume. 

Le Meduse:
Luana Raciti
Giuseppe Pellegrino

Con questa coppia di costumi rendiamo omaggio ad uno dei maggiori maestri orafi, Fulco Verdura, che ha disegnato e realizzato una serie di spille-gioiello dedicata a certi tipi di animali:  meduse e rettili. La ragazza porta in mostra un superbo, ma allo stesso tempo raffinato abito, anche per via della bellezza della fanciulla che lo indossa, che è stato realizzato utilizzando esclusivamente chiffon di seta e doucesse, il corpino è stato ulteriormente impreziosito con degli innesti di pavé di diamanti. Rettili in zaffiro avvincono il corpo della ragazza. Il grazioso copricapo che indossa rappresenta un intreccio di serpenti.  Il ragazzo rappresenta la riproduzione di una famosa spilla-gioiello, che abbiamo voluto riprodurre sul dietro di questa sfarzosa giacca in velluto di seta colore blu copiativo ed elegantemente rifinita con accessori e riporti in argento. Sbuffa un bizzarro ma elegante pantalone in taffetas bianco. Un sontuoso copricapo completa il costume ottenuto dall’assemblaggio di poliuretano espanso (lavorato e modellato), carta alluminio, passamanerie, pietre dure, piume e brillantina.

La Scabiola Stellata:
Giuseppe Previti

Questo costume rappresenta un splendido accessorio di fine secolo ovvero un fermaglio per donna (toupè), qui rappresentato sotto forma di spalliera. Non c’è alcun dubbio che ciò che risalta maggiormente all’occhio in questo costume è l’importante spalliera che il fanciullo indossa con molta naturalezza. Nella spalliera è stata riprodotta con la tecnica del decoupage l’insetto, raffinatamente rifinita con passamanerie e brillantina. L’abito in damasco pregiato ricorda la linea di un vecchio frac appositamente realizzato in quanto il code sta a simulare le ali dell’insetto.

Le Giade:
Arianna Conti
Gabriele Conti

Coppia di bimbi elegantemente vestiti in un insolito ed elaborato costume, dalle rifiniture sartoriali di notevole fattura. Dal colore cangiante della giada, rappresentano una coppia di gemelli da polso. La ragazza indossa una splendida veste in damasco arricchita da innesti di foglie velate e lavorate con tanta raffinatezza e creatività. Il ragazzo indossa dei pantaloni in velluto avorio, una camicia in organza bianca e completa il tutto una giacca in velluto verdone con coda a forma di foglia, da dove si può notare una composizione artistica interamente fatta a mano. Il copricapo di entrambi rappresenta la giada incastonata in un gioiello d’oro, realizzato con poliuretano intagliato ed ulteriormente decorato con catene d’oro e piume bianche.

Lo Stile Impero:

Fabio Napoli

Con questo costume vogliamo fare un salto indietro fino ad arrivare al tardo ‘700 quando lo stile impero la faceva da padrone. L’abito è composto da una cappa in organze dai toni del verde smeraldo, da una camicia in chiffon ed organza bianca, da un pantalone in damasco e da un importante stivale d’oro. La graziosa acconciatura sta a rappresentare una corona ottenuta dall’intreccio armonioso di foglie dall’oro, tubi di gomma piuma e pasta, il tutto dipinti in oro invecchiato e reso più luccicoso da una spolverata di brillantina anch’essa d’oro.

L’Orologio Stile Impero:
Carlo Coco

Con questo costume abbiamo voluto riprodurre uno degli oggetti più in voga in quel tempo, ovvero un maestoso orologio. Nel riprodurlo abbiamo cercato di essere quanto più fedeli è possibile alla realtà in modo da voler fare invidia ad una qualsiasi vetrina di antiquariato, ed il copricapo che indossa il ragazzo parla da solo. Ma non vogliamo che gli spettatori si soffermano a guardare ciò che più da all’occhio, ovvero la maestosa acconciatura, in quanto l’abito che indossa non è da meno perché realizzato con cura nei singoli particolari. La cappa realizzata in maniera certosina tutta in oro fa da scenario ad un flutti mante mantello dal lungo code stratificato in tulle ed organza. Ancora notiamo una raffinata camicia in georgette con un ricco plissé ed innesti di cordoni in oro che richiamano lo stile impero. I pantaloni sono rigorosamente in damasco.

Il Metropolita della Chiesa Russa Ortodossa:
Federico D’Alessandro

Non si poteva non parlare, dopo tanto sfarzo, della Russia, anche qui siamo nel tardo ‘700 quando a Leningrado imperversava la fame e la povertà e soltanto i nobili ed i religiosi potevano permettersi di vivere nel lusso. Questo costume vuole ricordare, oltre che omaggiare, un vecchio metropolita della chiesa russa ortodossa. L’abito che indossa il ragazzo è composto da una raffinata giacca in velluto di seta verde con degli innesti di ricchi e sfarzosi accessori e bordata da un raffinato boa di Marabù. Da notare attentamente la cintura-gioiello ottenuta lavorando minuziosamente diversi materiali quali: pasta di piombo, pasta colorata, pavé di diamanti, carta alluminio, pietre dure e brillantina, stesso discorso è stato riportato nelle maniche della giacca. Spiccano ancora gli ex-voto appesi alla giacca ed ottenuti con la tecnica del decoupage. L’elegante copricapo non è altro che una riproduzione certosina di una corona del tempo, oggi esposta in un museo di Leningrado, ottenuta lavorando lamierino di rame ed applicando materiali vari quali: pasta colorata, pietre dure, passamanerie e brillantina. 

Gli Allegri Metalli: 
Martina Aneli
Maria Biagi
Elisa Bruca
Micaela Giordano
Federica Puglisi
Francesca Torre
Lin Zani
(istruttore) Santiago Hernandes
Giovanni Mastroeni

A ritmo incessante danzano dei superbi ballerini, appartenenti alla scuola di danza "New Performace" con le loro casacche plissettate in lamé crespato in oro ed argento, i colori tipici dei metalli in assoluto più pregiati, con i loro movimenti ricordano l’apertura all’are di un uccello in volo.

L’Urna di Fulco Verdura:
Valeria La Torre

Con questo costume abbiamo voluto rendere ancora omaggio ad uno dei più importanti maestri gioiellieri del ‘900: Fulco Verdura, gioielliere personale di una fra le più illustri ed importanti famiglie d’Italia, ovvero: la famiglia Agnelli. Fra i tanti gioielli da lui disegnati è realizzati abbiamo scelto, forse la più bella, l’Urna. Il costume è composto in tre pezzi di raffinata manifattura, iniziamo dal bustino realizzato in doucesse di colore rosso ed oro, continuiamo con un’importante gonna in tulle colore rosso (a ricordare il tampone delle vecchi ciprie), il tutto è sormontato da una elegante gabbia visiva, che diventa elemento primario del costume, dalla fine forma liberty. Non poteva non mancare un’importante copricapo ottenuto lavorando la tecnica del decoupage ed ulteriormente impreziosito con l’innesto di materiali poveri quali: sfere di polistirolo, pasta di piombo, pietre dure, piume e brillantina. Tra perle, oro e diamanti spicca al centro l’Urna in porcellana di colore azzurro rigorosamente dipinto a mani. 

L’Occhio del Tempo:
Enza Tomarchio

Un’importante gioiello, a livello anche artistico, è l’Occhio del Tempo disegnato dall’artista spagnolo Salvator D’Alì e realizzata da un maestro gioielliere di inizio secolo dal nome Geoge Fouquet. L’abito è stato finemente realizzato in organza di seta per il corpino, mentre per il gonnone "couture" è stata utilizzata seta stropicciata di colore rosso, il tutto rifinito con preziosissime passamanerie. Spicca un’enorme acconciatura che rappresenta il gioiello in discussione, è stata realizzata modellando del poliuretano e tempestato, dopo, di pavé di diamanti realizzati brillantando dei tappi di bottiglia, si nota ancora una lacrima in rubino rosso.

Salvator D’Alì:
Daniele Siriano

Un cavaliere accompagna la maschera sovrastante, ovvero colui che la disegnata cioè Salvator D’Alì. Questo costume è composto da una camicia bianca tipica dei pittori, da un ampio ed elegante pantalone stile modello turco in chiffon avorio, rifinisce l’abito un prezioso mantello in velluto nero simile a quello che nel’800 indossavano i nobili. L’acconciature non poteva non essere un enorme cilindro con su applicato una tavolozza ed un pennello, strumenti principali di un pittore. 

San Teodora:
   
Giordana Toscano

Con questo abito facciamo un salto nel periodo bizantino. La scelta di dedicare un abito a questo periodo storico non è a caso, allora le donne, ed in particolare San Teodora, amavano agghindarsi il capo e il loro "tablian" (mantello). Il costume è composto da un ricco mantello in velluto porpora, che copre totalmente le forme femminili, emergono ricche passamanerie, filigrane d’oro ed argento, preziose pietre dure, metalli e nobili organze. Si intravede un delicato georgette colore avorio che funge da sottoveste. Completa il tutto una ricca corona ricavata utilizzando materiali semplici e di uso comune quali: poliuretano, tappi di bottiglia e mollette in legno, impreziositi da pavé di diamanti, brillantina e cigno bianco.

Il Cavaliere di San Teodora: 
Seby Nicotra

Un nobile cavaliere accompagna San Teodora ed anch’egli non poteva non essere raffinato. Il costume è composto da un prezioso mantello particolarmente curato e rifinito d’applicazioni di perle, passamanerie e ricche catene d’oro. Un colletto e dell’enorme maniche fanno intravedere una camicia nobiliare. Da notare la cura dei particolari espressa anche nella scelta degli raffinatissimi stivali. Una pregiata acconciatura completa questo semplice, ma bel, costume.

Sangue di Piccione: 
  
Carmen Parisi

Questo costume è stato realizzato utilizzando un preziosissimo tessuto in cadj di seta rosso rubino. Come si può vedere, un incantevole tubino valorizza le forme di questa splendida fanciulla, l’abito festosamente diventa nel corpino e nelle maniche un prezioso gioiello dalle ricche passamanerie e filigrane. Degli oblò, bordati di rubini, fanno intravedere un trancio di pelle, ed un codè-strascico che, dai colori, ricorda il piumaggio di un piccione completa questo elegantissimo costume. Da notare, nelle maniche, l’aggiunta di due graziose alette dipinte a mano. Il tutto è impreziosito da una notevole acconciatura che raffigura l’uccello del paradiso, realizzato in poliuretano intagliato e decorato a mano con brillantina, pietre dure e piume di gallo cedrone.

Rose di Pelle d’Angelo
:
Fabiola Scuderi

L’abito è stato ottenuto da un raffinato assemblaggio di stoffe preziose, quali: organze, doucesse, mussole e rasatello di seta. Il corpino è stato ulteriormente reso raffinato dall’inserzione di piccole rose rosa. Dei plissé certosini dalle varie sfumature del rosa corallo, per la punto pelle d’angelo, assemblati tra di loro un particolare effetto ottico per questo raffinatissimo costume. Completano l’abito delle simpatiche ali di piumette bianche ed un elegante copricapo realizzato con l’applicazione di rose gessate dipinte a mano e rifinito con brillantina, dal suo centro si dipartono coralli rosa, anch’essi decorati con brillantina, il tutto rifinito con l’applicazione di passamanerie e pietre dure.

Collier Pelle d’Angelo:
Anna Raccuglia

Continuiamo la passeggiata nei fondali marini, e ritroviamo, ancora una volta, un altro elegante costume dal colore corallo. L’abito, dal maestoso gonnone da un elevato metraggio di tulle dai toni che vanno dall’avorio al rosa corallo, ricordano gli eleganti abiti da sposa di una nota coppia di stilisti siciliani. Un festoso collier di corallo con suste in oro avvolgono l’intera gonna quasi a voler simulare un prezioso girocollo, il tutto si ferma su di un ricchissimi pavé in corallo, zaffiri, diamanti e perle che fanno da cornice ad u raffinato strascico. Un elegante corpino in georgette completa il costume. L’acconciatura riproduce dei ricchi bracciali che negli anni ’60 andavano di moda e disegnati da un noto maestro gioielliere "Cartier", realizzata in poliuretano intarsiato e rifinito con fasce in foglia oro e pietre dure, il tutto incorniciato da spadoni bianchi e pavé di diamanti.     

Rosso Siciliano:
Daniele Razzo

Il costume è realizzato da un completo da uomo in elegante velluto nero con colletto sciallato in plissé di seta, da notare sul didietro della giacca un raffinato decoupage riproduce un gioiello siciliano in corallo rosso, il suo taglio barilotto fa testa ad un code di tronchi in prezioso corallo nero. Una raffinata camicia in georgette bianca si intravede dall’elegante abito. Il copricapo è stato realizzato da un assemblaggio di tronchi di corallo nero e rosso, realizzati con dei veri tronchi e poliuretano, l’acconciatura è rifinita da piume nere il tutto incorniciate da spadoni bianchi.   

Le Piccole Ostriche:
Aurora Consoli
Vanessa Consoli

Questi deliziosi e particolari costumi, indossati da due tenere bambine, aprono il corteo dell’oro mare, e non si poteva non iniziare da due piccole ostriche. Si può notare come i propri corpicini ne siano incapsulate, il loro diventa un abito-gioiello dal raffinatissimo corpino in doucesse bianco, il tutto avvolto da un’elegante rete argentea, ulteriormente impreziosita d’applicazioni di coralli e stelle marine.

Le Ostriche:    
Cristina Vetrano
Sara Longo

Questi costumi possono essere definiti abiti-scultura. Da come si può vedere il costume è composto, da un corpino in raffinato doucesse bianco impreziosito da riporti di passamanerie oro, e da una vera e propria scultura, dove il costumista a dato libero sfogo alle proprie doti artistiche, da un materiale povero, quale poliuretano espanso, minuziosamente lavorati, esce fuori un vero e proprio gioiello. Finisce l’abito un’elegante sottoveste in chiffon bianco con un bordo che vuol ricordare le onde del mare. Nel copricapo si può notare una grande perla, ottenuta con delle sfere di polistirolo e decorato con colore madre perla, tante piccole perle sostenute da delle braccia circondano la perla centrale.

L’Oro del Mare:
Antonina Nicotra

Questo costume è stato ricavato da un assemblaggio di stoffe pregiate, ed in particolare georgette e mussola di seta, il primo per la realizzazione di una raffinata sottoveste, simile alla preziosa "lingerie", il secondo per un "robe-manteau" stile impero dallo strabiliante strascico. L’acconciatura è realizzata con polistirolo intagliato e decorato con pietre dure, brillantina e fondi di bottiglia a simulare dei diamanti, due ciondoli di smeraldi arricchiscono ulteriormente il copricapo.  

Madre Perla: 
Lina Nicotra

Un mix di "cauture" e scultura fanno di questo abito un costume veramente unico, realizzato dalla collaborazione della sapiente mano sartoriale e della creatività del costumista. Si notano dei raffinati plissé in organza madreperlata che avvolgono in una spirale vorticosa tutto l’intero abito, quasi a voler simulare le onde oceaniche dei mari "tropicali". Il copricapo ripropone una grande ostrica realizzata con schiuma poliuretanica rifinita con brillantina, all’interno della quale si trova una vistosissima perla, il tutto sostenuto da una montatura in oro bianco rifinito con passamanerie e pietre dure, non potevano non mancare quattro meravigliosi spadoni bianchi.

La Perla delle Perle:
Noemi Fazio

Un’elegante abito, dalle preziosissime stoffe di colore bianco, interpreta la raffinatezza tipica delle perle. Il costume è composto da un corpino ed un copri spalle in macramè di seta e da una veste sormontata rilievi, stoffe e perle incastonate. Da notare la ricca collana realizzata dall’unione di perle di ogni tipo, colore e forma. L’acconciatura rappresenta una struttura in polistirolo intagliato con motivi stile Liberty completamente decorata da tappi gliterati a mo di pavé di diamanti e carta d’alluminio. In cima trova posto una grande perla incastonata in una montatura realizzata con carta d’alluminio a simulare l’oro bianco. Il tutto incorniciato da piume e marabù.

L’Oro Raggiante: 
Chiara La Greca

Questo costume sobrio, totalmente bianco, con innesti di cristalli e pietre dure preziose di colore acquemarine e diamanti, dalle stoffe pregiate quali: doucesse ed organza, ci permette di poter continuare il nostro viaggio alla scoperta dei tesori del mare. Questo è un abito altamente sartoriale impreziosito dalle eleganti rifiniture. Il copricapo è caratterizzato da una grande acquemarine in pavé di diamanti e da due mezze ruote di platino.

Caramella Blu:
Nina Spina

Risalta subito agli occhi del pubblico un elaborato corpino dalle fatture altamente sartoriali dallo stile un po’ medievale ed un po’ "glamour", infatti la rigidità del corpino, dovuta all’applicazione di stecche ricorda un po’ le corazze del medioevo, ma i colori ed il taglio sono tipici della moda dei nostri giorni. La morbida ed avvolgente gonna in mussola di seta dal colore topazio blu e rifinito in maniera accurata, ricorda lo stile di una coppia di noti stilisti siciliani. Pregiate organze emergono timidamente di qua e di là quasi a fare da cornice ad un costume veramente interessante. Completa il tutto un elegante copricapo che rappresenta uno gioiello di "Lalique", ed è caratterizzato dalla presenza di due libellule in stile liberty. Le ali sono state dipinte a mano ed impreziosite dall’applicazione di pietre dure, diamanti, passamanerie e piume.

Onde:
Alessia Torre

Con importante costume finiamo l’omaggio ai tesori del mare, e non potevamo non farlo nei migliori dei modi. La cosa che subito risalta agli occhi del pubblico è una spalliera che diventa un susseguirsi di motivi ondulanti a ricordare una battigia, con onde a rilievo in acquemarine, platino e diamanti. Il costume dal taglio sartoriale stile impero in georgette bianco sfocia in un elegantissimo code, dove non potevano non esserci delle onde riccamente tempestate di "chiocciole di mare" in platino, scintillanti diamantini ed acquemarine, il tutto per creare un effetto luce che ricorda i luminosi fondali tropicali. L’acconciatura presenta un diadema interamente lavorato a mano con l’ausilio di carta dall’alluminio, passamaneria e pietre dure, al centro troviamo una pietra d’acquamarina dalla quale fuoriescono diversi spadoni bianchi.

Topazi Blu:

Sofia Calvagna
Rosario Torre

Due piccolissimi topazi blu arricchiscono ulteriormente il costume con i loro semplici, ma raffinati ed eleganti costumi, il code del costume appena sfilato "Onde". Legati da una giarrettiera gioiello, quasi a voler ricordare dei sciatori nautici.

Cicogna:

Giusy Roberta Bruno Abito-scultura-gioiello, il costume è l’insieme di tutto ciò. Iniziamo dall’elegante abito da "gran suare" in crépé di seta blu zaffiro con raffinato strascico bordato di piume. Continuiamo con la sontuosa struttura, interamente realizzata dallo stilista Giuseppe Gullotta, che rappresenta il simbolo di un famoso orafo dei primi del ‘900 "Renè Lalique", ovvero dei cigni. Realizzato interamente da pietre dure, diamanti, zaffiri e platino, il tutto, incordato dal metallo prezioso per eccellenza l’oro, inoltre due enormi "pull cabouscion" pendono da entrambi i lati. Ed infine diventa gioiello nel copricapo che rappresenta la naturale continuazione dell’abito, ovvero due teste di cigno che con i loro becchi sostengono una grossa perla "cabouscion", trova posto anche un intorcigliatissimo e prezioso serpente in oro e diamanti.

Snack (Serpente):

Giusy D’Alessandro

Questo costume rappresenta un bracciale gioiello che nel lontano 1910 l’artista "Alfhonse Mucha" disegnò per la famosissima attrice "Sarah Bernhandt". Realizzato in georgette bianco e finemente rifinito, la bella ragazza viene totalmente avvinghiata in una stretta morsa da un serpente in oro, zaffiri, rubini e diamanti. Un copri spalla in organza e una lunga coda-strascico completano il costume. Il copricapo rappresenta la coda del serpente applicata nel vestito, per simulare la pelle del serpente si è utilizzata della pasta di piombo e della brillantina, frontalmente si può notare una corona lavorata con applicazioni di pietre dure, il tutto decorato con piume bianche.  

L’Autunno:
Vincenzo D’Alessandro

Pendentif realizzato dal maestro orafo "Renè Lalique", che rappresenta elementi tipici della stagione: foglie e pigne. Costume realizzato in groghen bianco per la giacca con applicazione di un vistoso gioiello in  oro, opale, e foglie di smalto, il motivo centrale rappresenta una lacca intagliata, sormontata da foglie e pigne preziose, motivi riproposti anche nelle ricche maniche. Ancora nella giacca troviamo una coda totalmente dipinta e rifinita a mano la composizione simboleggia l’insieme di fogli secche che in questa stagione cadono dagli alberi. Infine abbiamo un pantalone in plissé di organza. Il copricapo realizzato con schiuma poliuretanica, poliuretano intagliato e dipinto a mano simula un lapislazzulo, arricchiscono l’acconciatura due grandi pigne ed applicazioni di foglie vere di edera lavorate a mano.

Donna Insetto:
Natascia Vitrano

Costume unico nel suo genere. Interamente fatto a mano dove si è spaziato tra la sartoria e le applicazioni di svariati elementi. Realizzato da  raffinati e preziosi tessuti quali chiffon e doucesse tutto in bianco con inserti di lacche dipinte a mano a simulare gli smalti degli antichi pendentiff del primo ‘900. Il copricapo rappresenta un gioiello di Renè Lalique, già rappresentato nel vestito. Realizzato con una base in polistirolo contornato da chantal nero, le vedute Liberty all’interno sono realizzate con schiuma poliuretanica intagliata e lavorata a mano con innesti di rafia d’oro, catena d’oro e brillantina.

Ossidiana:
Agostina Motta

Un nobile abito da passerella francese composto da: un’importante gonna in taffetas nero da dove si affaccia una raffinatissima sottoveste in organza plissé dal colore avorio. In modo del tutto particolare è stato ricavato un rigido corpino realizzato in carta peste e completamente rifinito con pietra lavica e decoupage raffigurante una antica veduta del vulcano Stromboli, la scelta di rappresentare una veduta di questa isola non è a caso Stromboli per l’appunto è ricca di Ossidiana. Il copricapo è realizzato con una base intagliata che crea delle volute stile liberty decorate con pasta, carta d’alluminio e pietre dure, il tutto incornicia una grande pietra di ossidiana.

Il Gioiello Zanzara:
Sara Livigni

L’abito presenta un corpino steccato in organza di seta nera lavorato con pietre dure, carta d’allumino e passamanerie, dallo spacco centrale della gonna fuoriesce della organza avorio. Il copricapo rappresenta l’insetto realizzato con l’ausilio di materiali poveri come la plastica e il polistirolo impreziositi da brillantina per ottenere l’effetto gioiello.

L’Avorio:
Annachiara Di Pietro

Questo costume rappresenta l’avorio e le sue lavorazioni, rivisitati in chiave carnascialesco e caratterizzato da un busto rigido in carta pesta decorato e dipinto a mano con la tecnica del decupage, dorato a foglie oro e bitume, l’immagine raffigura una tipica decorazione cinese in avorio. Il corpetto stile settecento è impreziosito da decorazioni oro realizzate con pasta, pietre dure e passamanerie di velluto avorio. La gonna dall’enuance  avorio e blu è realizzata in organza con applicazione di rose. Troviamo ancora una spalliera che rappresenta come il corpino una fase della decorazione dell’avorio realizzata in poliuretano intagliato, dipinto a mano con applicazioni di foglie oro. Il copricapo rifinisce l’abito riprendendo lo stile del settecento, rappresenta una alzata in polistirolo rifinita con pasta foglie d’acanto oro, tappi, carte d’alluminio, pietre dure e brillantina.

L’Ebano:

Paolo Giuffrida

Anche questo costume è in stile ‘700, realizzato in velluto nero e riporti in oro. Il cappotto con culottes decorato con passamaneria oro ed applicazione di pietre dure e pasta. Il pantalone anch’esso bordato in oro è rifinito da rami di ebano che fuoriescono lateralmente. Camicia in organza avorio caratterizzata dall’applicazione di due rose in stoffa con colletto e maniche in plissé. Una spalliera realizzata da tronchi di ebano e fogli d’acanto oro arricchiscono questo costume, conclude il tutto una acconciatura realizzata con sagoma in cartone impreziosita da passamaneria oro, pasta, tappi e brillantina, il tutto rappresenta il prolungamento dei rami di ebano.

L’Oro Nero:
Zio Ciccio Privitera in arte Mangia Favu

Nobile costume che nella sua più totale semplicità viene esaltato da preziose stoffe, composta da un elegante vestito nero con reverse tempestato di rubini su lamina d’oro, un lungo mantello in velluto di seta nero bordato da ricca filigrana d’oro e da una sottana avorio in georgette. Da notare l’enorme struttura che raffigura un po’ la tipologia di quello che vuole essere il costume nella sua interezza e cioè l’oro nero-"il petrolio". Il petrolio è rappresentato da un barile prezioso in oro tempestato da un ricco pavé di diamanti, dall’altro lato si scorge la imponente una enorme vela da surf metafora di un albergo a sette stelle sito in Dubai- la Vela-. Il copricapo non poteva che rappresentare una trivella, realizzata in polistirolo e arricchita con pietre dure e brillantina.

Corallo Nero:
Antonino Conti

Non c’è ombra di dubbio che la parte più preziosa di questo costume sia il cappotto, rigorosamente in velluto nero e frutto di una notevole lavorazione sartoriale. Esso lavorato con pregiata pelliccia di visone bianco applicazione di foglie di corallo nero ed oro pietre dure raffiguranti i raffinati paesaggi che popolano glia abissi. Nobile strascico sormontato da vistosa martingale in oro, camicia in georgette bianco ricca di onice e gioielli. Una composizione di tronchi in corallo nero sono rappresentati in una sfarzosa spalliera. L’acconciatura rappresenta il corallo nero che trova posto al centro di essa da dove dipartono due grossi coralli neri realizzati in lattice contornati da decorazioni in carta d’alluminio pietre dure e alluminio.

Il Solitario:
Vincenzo Coco

Non poteva non mancare in tutto questo raffinato defilé  un elemento forse l’unico dopo l’oro veramente prezioso il diamante. Un solitario non può non mancare nelle mani tra le dita di ogni donna. L’abito è composto da una preziosa giacca specchio che simula la brillantezza del diamante dal modello in redingate, con vistoso colletto bordato da un elegante boa di struzzo. Una struttura dal taglio prismatico ricca di rilevi che formano effetti tridimensionali ed un abbagliante luccichio completa il costume. Il copricapo è caratterizzato da tre grandi ali in polistirolo intagliato completamente decorato a mano con applicazioni di pietre dure e carta d’alluminio dal quale fuoriescono zampilli in argento il tutto rifinito con un prezioso boa di struzzo.

Pendentif Silvia (Donna Libellula):
Katia Caruso

Con questo splendido e raffinatissimo costume ricordiamo Vever, artista orafo di inizio secolo che realizzò questo gioiello in un unico esemplare. Qui l’abile mano sartoriale innestata al creatività del costumista ne creano un esemplare scenico. Il costume è un ricavato tra l’intreccio di georgette ed organza di seta, particolarmente laborioso il corpino rifinito con un ricco pavé di diamanti e rubini. Un effetto tridimensionale è dato dall’enorme struttura che rappresenta le ali della libellula realizzato con trasparenze ed impreziosito da innesti di metalli e pietre dure. Il copricapo rappresenta il completamento del pendentif realizzato in poliuretano intagliato rivestito in carta d’alluminio e decorato con applicazioni di pasta e pietre dure, alla base troviamo una corona in oro anch’essa realizzata con pietre dure colore oro e rifinita da passamanerie e cigno bianco.

Gold ( Metallo):
Salvatore Licciardello

Il costume è rappresentato con un elegante tunica, che ricorda quelle che si indossavano nei paesi medio orientali, rigorosamente in damasco rosso porpora, sormontata da rilievi in velluto di seta in tono, riccamente tempestato di pietre dure, metallo, cordone e catene "gold". Un imponente colletto completa il tutto, anch’esso decorato ed impreziosito con gli stessi innesti del cappotto. Dalle maniche si affaccia una sottoveste in georgette colore avorio. Una maestosa ed elegante spalliera racchiude il senso del tema dell’intera sfilata, l’oro viene rappresentato sottoforma di metallo. L’acconciatura rappresenta un gioiello etnico indiano è realizzato con sfere in polistirolo completamente ricoperte da decorazioni etniche realizzato con pasta di piombo applicazione di becchi d’oca, pasta e catene, lateralmente trovano posto dei boccoli in argento dai quali si dipartono catene d’oro a mo di ciondoli in cima trovano posto dei spadoni bianchi.

L’oro di Sant’Agata:
Paola Barcella

Questo costume è ispirato al tesoro di Sant’Agata, tesoro che tutti nel mondo conoscono e che solo i catanesi custodiscono. Abito struttura interamente realizzato a mano con l’ausilio di materiale riciclato e trasformato con la sua lucentezza in oro. Bastano solo queste poche parole a descrivere la bellezza di questo singolare costume


SECONDO CARRO:  GIOIELLERIA TIFFANY

Conducente del carro:
Giovanni Gentile

Nel secondo carro si può vedere l’interno di una famosa gioielleria simulazione di Tiffany in New York  conosciuta in tutto il mondo. Nella parte anteriore del carro si può notare un bellissimo tavolo in stile barocco, in alto a centro la cassaforte "esplosa" da cui fuoriescono diamanti, ori e preziosi, nei lati in alto della cassaforte vengono rappresentati due cigni che sono il simbolo della gioielleria Tiffany, nei lati in basso vengono rappresentate due spille di creazione dello scenografo, il tutto illuminato da tre splendidi lampadari sospesi su tre bracci in ferro battuto. La scelta scenografica di quest’anno è stata l’abolizione delle scale per poter sfruttare nel migliore dei modi lo spazio e creare un effetto scenico come se ogni singolo spettatore per un attimo potesse entrare a accaparrarsi un prezioso d’autore.  Il carro è stato realizzato con del ferro, polistirolo e compensato.

SUL CARRO:

Le Festose Commesse:
Rosy Avellino
Giusy Biagi

Due allegre commesse della gioielleria Tiffany accolgono con molta gentilezza ed un grazioso sorriso i clienti. L’abitino è realizzato in organza viola, colore moda di quest’anno e sottoveste in lamè argento. Un allegro copricapo finisce il tutto.

Victoria Beckham:
Cinzia Accarpio

Un illustre personaggio del gossip in trasferta a New York per fare preziosi acquisti. Indossa un corpetto gioiello in paillettes oro e pietre dure, con sotto gonna settecentesca in seta stropicciata e organza lamiere in oro.

Paris Hilton :

Giuseppe Gullotta

La donna dei molti capricci, la regina del gossip, la miliardaria dai mille acquisti, non poteva non mancare nell’area vip della gioielleria Tiffany. In abito rigorosamente bianco in maglina di seta da gran suare con profonda scollatura sul decolté e preziosissima fibbia gioiello completa il tutto una suntuosa e raffinata pelliccia di leopardo. Una acconciatura ricca di piume completa il tutto.

Le Nobildonne:   
Gino Argonato
Alessandro Inzirillo
Matteo Pappalardo
Daniele Privitera
Tony Sapienza
Giovanni Trovato

Sei ragazzi/ragazze interpretano le miliardarie italiane in trasferta per shopping presso la gioielleria Tiffany. Il costume è rappresentato da un tailleur bianco in groghen di seta contornato di boa di piume e manicotti in chantal bianco, completato questo sfarzoso tailleur una minigonna in lamé brillante dai toni oro ed argento. Il copricapo è un turbante ma chic.