Associazione culturale "La Smorfia"
Carnevale 2009
Il gruppo "la smorfia" nasce nel 1995 presentandosi per la prima volta al concorso proprio sviluppando il tema della smorfia napoletana. In questi anni si è sempre distinta per la realizzazione magistrale di costumi rifiniti con le migliori stoffe e le più innovative tecniche.
Vari i premi ricevuti, ben sei coppe come miglior gruppo assoluto e quasi sempre si è classificata al primo posto nella categoria migliori costumi.
Dopo la pausa dell’anno scorso ritorna rinnovata e con una grande voglia di divertirsi.
Attualmente l’associazione risulta così costituita:
Orazio Arena e Filippo Marchese rispettivamente presidente e vicepresidente
I soci organizzatori sono:
- Ninni Trovato,
- Nino Meli,
- Gaetano Meli,
- Giuseppe Giuffrida,
- Tonino di Bella
- Salvatore Salluzzo,
- Domenico D’amico e Giuseppe Giuffrida junior.
Per l’edizione 2009 del carnevale dei costumi più belli di Sicilia l’associazione presenta il seguente tema:
"SIGNORE E SIGNORI…IL BIANCO"
Il bianco è il tema che la nostra associazione si propone di sviluppare per l’edizione del carnevale 2009.
Tema fortemente voluto dal nostro costumista Riccardo Cappello e da tutti i membri dell’associazione perché trattasi di un tema innovativo, mai presentato e vario.
Siamo partiti da un dato storico: lo stesso nome del nostro paese ci riconduce al nostro prescelto colore.
Facendo riferimento alla toponomastica il nome di Misterbianco ha una duplice origine, una prima tesi vuole che l’antico misterbianco fosse la sede di un monastero dalle mura bianche in cui risiedevano dei monaci anch’essi dalle bianche vesti (si pensa che fossero domenicani) da qui il nome latino di Monasterium album appunto monastero bianco.
Il vecchio paese venne distrutto dall’eruzione lavica del 1669 tra i ruderi sono ancora visibili il campanile della chiesa madre che abbiamo riprodotto in chiave canacialesca sul primo carro.
Siamo riusciti a trovare una seconda tesi sull’origine del nome del nostro paese che vuole farlo derivare da mosto bianco per gli immensi vigneti che facevano da corona al vecchio borgo e che davano un vino bianco.
Per questo motivo sempre sul primo carro abbiamo riprodotto un vecchio palmento.
Queste le ipotesi avvalorate, questi gli scritti…questa la storia.
Ed è proprio dalla storia che il nostro omaggio al bianco parte con i
2 CARRI ideati da Riccardo Cappello e realizzati da Vito Giuffrida e i
72 COSTUMI realizzati da Riccardo Cappello.
I° CARRO
Il carro riproduce in modo fedele l’antico monastero annesso alla chiesa madre dell’antico paese.
Per la realizzazione del carro abbiamo usato del polistirolo scolpito e irrigidito con della garza, colla vinilica stucco ed infine del colore.
Le strutture che sorreggono il polistirolo sono in ferro e legno.
Sul carro possiamo vedere un frate che fa da padrone con le sue gote rosse magari perché ha alzato un po’ il gomito con quel buonissimo vino prodotto con le nostre viti
SUL CARRO
IL MONACO - Turi Motta(u niuru)
IL MISTERBIANCHESE TIPO - Toni Arcifa
LA VENDEMMIATRICE - Angelo Motta, Puccio Savasta
DIETRO IL CARRO
Apriamo la sfilata con colui che delizia i nostri palati…
IL CUOCO - Vincenzo Romeo
Il costume in ottomano è arricchito da ricami in paillettes oro iridiscente.
Il cesto è stato confezionato artigianalmente con polistirene e lenza trasparente.
Particolari da notare il pane vero dentro le ceste,le spighe di grano e l’acconciatura anch’essa realizzata con della lenza.
IL SACCO DI FARINA - Flavia Santonocito
Il sacco in accoppiato oro è rivestito da organza bianca pitturata a mano, sulla baschina diverse stoffe di broccato, taffetà velluto e juta.
Il colletto in filo zincato rivestito da accoppiato oro e adornato da spighe.
Foglie realizzate a mano con organza bianca.
Anche questo costume ha un copricapo realizzato con polistirene e lenza trasparente.
Dai carboidrati alla frutta…
IL COCCO - Sharon Milluzzo
Apparentemente marrone ma dall’interno candido questo frutto è stato rappresentato con questo magnifico costume in una versione che certamente tutti abbiamo visto: nelle classiche fontane da bancarella.
Gia tagliato a fette e rinfrescato con dei zampilli d’acqua.
Il costume realizzato tutto con ago e filo…nulla è stato attaccato con colla, dalle fette di cocco ai zampilli d’acqua le mani maestre della sarta che lo ha confezionato si sono date da fare per realizzarlo nel migliore dei modi.
Il corpino in velluto, la base in damasco riccamente adornata con pietre dure e ricami.
COTONE - Nancy Di Stefano
Come potevamo realizzare questo costume se non rifacendoci ad uno stile tipico sud-americano?
In brasile infatti abbiamo le migliori piantaggioni del mondo.
L’acconciatura ci rappresenta le mami che lavorano le suddette piantaggioni.
Da notare il fiore del cotone in accoppiato di lamè e vero cotone.
Tali fiori si possono notare sia nella spalliera che nello stesso abito indossato dalla piccola Nanci.
PIUMINO - Daria Grasso
Tanti fiocchi di tulle arricciato per la piccolissima daria che indossa un costume che rappresenta il piumino che molte donne utilizzano per incipriarsi.
IL DIAMANTE - Tecla Rizzo
Una grande gorgiera settecentesca di colore argento contorna il vestito della piccola Tecla, su capo la riproduzione fedele di un diamante a taglio ottagonale.
Anche per la piccola acconciatura abbiamo utilizzato il suddetto tubo.
LO ZUCCHERO FILATO - Beatrice Nicotra
Costume realizzato in accoppiato oro, velluto bianco taffetà bianca e organza iridiscente.
La scritta è stata pazientemente ricamata con paillettes dalla nonna che stanca ha esclamato "non ni pozzu cchiu m’alluciaru l’occhi" …particolari i bastoncini di zucchero filato.
Vogliamo anche ricordare che quest’anno un lieto evento, la nascita del piccolo Gabriele, ha fatto interrompere la tradizione che voleva la famiglia Nicotra impegnata nel confezionare ben tre costumi.
Facendo gli auguri ad Antonella che appunto è diventata mamma da pochi mesi vogliamo invitarla a cominciarsi ad allenare perché l’anno prossimo la aspettiamo impazienti…
IL VENDITORE DI BIANCHERIA INTIMA - Carmelo Di Stefano
L’appariscente struttura che Carmelo porta dietro le spalle realizzata in polistirene scolpito vuole rappresentare come una vetrina che fa da contorno alla sua boutique della biancheria intima.
L’intimo per antonomasia è di colore bianco (da cui lo stesso nome "biancheria" e quindi non poteva mancare nella nostra sfilata.
Dalla cornice vediamo esposti mutandoni e lingerie varia, chiaramente realizzata proprio per l’occasione ma che siamo certi qualcuno prima o poi indosserà veramente.
I CONFETTI
Sabrina Indorato
Daniela Filetti
Alessia Glorioso
La base del costume in accoppiato oro rivestito da tulle e ricoperto di brillantina, la fascia in raso è stata dipinta interamente a mano da nostri collaboratori.
Bellissimi i confetti in polistirene lavorato sempre da noi, tempestato di brillantina e avvolti in plastica trasparente…tante lavorazioni per ottenere l’effetto desiderato dal costumista.
LA SPOSA - Giada Scavuzzo
Il costume con la tipica gabbia settecentesca riproduce un abito da sposa in versione carnacialesca.
Le stoffe utilizzate sono damasco per la base del costume, velluto per il corpino.
Preziosi ricami contornano il tutto.
Da notare il bouquet realizzato con fiori di tubo estensibile…rifinito con foglie in organza di seta….fiumi di brillantina.
LA NOTTE IN BIANCO - Graziella Calì
Particolare l’acconciatura di questo costume che rappresenta una donna durante una notte passata in bianco, becodini classici di chi sta per alzarsi dal letto, una luna e le orbite che indicano la confusione e la stanchezza di chi non può riposare.
L’abito invece rappresenta una vestaglia burlesca rifinita con shantal e merletti.
I FANTASMI - Patrizia Marchese
Cristian Motta
Zaira Rundo
Sebiana Muratore
Lucia Indelicato
Pina Indelicato
Giuseppe Grasso
Giuseppe Giuffrida
La struttura sottostante l’abito è stata realizzata in profilato tondo di alluminio, rende l’abito di originale e di scena.
Per realizzarlo sono stati utilizzati ben 15 metri di rasone bianco oltre all’accoppiato nero e al tulle nero…ma sulla notte e sulla luna splende pur sempre una lucente luna…
LA PACE - Patrizia Beninato
Particolare, in tempi come questi il costume indossato da Patrizia, le ali e le piume sono realizzate con stoffa sfilacciata una per una, adeguatamente sfrangiata e posta sull’abito.
Molto particolare il copricapo rappresentante ramoscelli d’ulivo impreziositi da brillantina e perle e fiori argento in tubo flexi.
LA LUNA - Stefania Giuffrida
Anche in questo costume abbiamo la presenza dell’accoppiato di lamè color argento, stoffa pregiata che ben si addice ai nostri costumi.
L’organza cangiante ricopre l’abito e alle spalle della bella Stefania una grande luna in polistirene lavorato a mano e dipinto con colore e brillantina.
LA BRINA - Sara Messina
Vistosa
L’IGLOO - Beatrice Santoro
La piccola Beatrice rappresenta un eschimese tramite il suo corpino mentre la gabbia, di cui notiamo la particolare forma che rappresenta l’abitazione tipica di questo popolo.
I mattoncini sono realizzati singolarmente in gommapiuma a cellule chiuse ed infine due pinguini fanno da guardia affinche nessuno disturbi coloro che vi abitano.
LA NEVE
Manuel Scavuzzo
Gabriele Nicotra
Carmelo Virgillito
Melania Torrisi
Giacoma D'Amico
Loredana Favara
Micaela Santonocito
Ci soffermiamo sulla spalliera che sovrasta questi magnifici abiti…montati in modo diverso sugli zainetti degli uomini e quelli delle donne abbiamo lo stesso elemento in polistirene…il ghiaccio così come lo si rappresenta.
Una stella scolpita pittata e ricoperta di brillantina, gli abiti bianchi e argento…ed infine gli ombrelli che permettono a noi di ripararci e a loro di ballare e divertirsi.
REGINA DELLE NEVI - Beatrice Galasso
I tessuti base di questo costume sono il velluto bianco e l’organza bianca iridiscente, poi l’accoppiato in oro colore della regalità e argento colore del freddo e del gelo, del taffetà bianco e del tulle.
La corona è stata realizzata in filo zincato rivestito da accoppiato arricchito da infiniti cordoni e tantissime pietre dure.
La spalliera in polistirene dipinto e l’acconciatura con il nostro tubo estensibile in alluminio.
Da notare sul copricapo i fiocchi di neve realizzati con perle cucite una per una da Beatrice in modo laborioso e con maestria.
L’ANGELO BIANCO - Annalisa Nicotra
Magnifiche e imponenti ali in laminato oro e infinite paillettes sul costume che rappresenta l’angelo.
Grandi maniche in organza ricamata e la gabbia in finissimo broccato argento.
Sempre il tubo argentato per l’acconciatura di Annalisa che balla e protegge, con le sue ali l’intero carnevale.
(ricordare che il 24 annalisa fa il compleanno)
IL GIGLIO - Angela Cassisi
Simbolo per eccellenza della purezza e del candore il giglio che abbiamo rappresentato con questo costume dalle stoffe pregiatissime lavorate fra esse, stropicciate e modellate sulla gabbia dalla forma nuova.
Sono state in seguito dipinte con della brillantina iridiscente per accentuare ancor di più il candore della nostra Angela.
LA COCAINA - Anastasia (per gli amici Stescia) D’Agati
La gabbia dalla forma particolare è composta da due pezzi uniti tra loro, una base in accoppiato argento e organza di seta iridiscente e un vasetto che ci ha permesso di giocare con la parola cocaina e la quasi omonima colla usata da tutti i bamnbini appunto la coccoina.
Quindi sul vestito abbiamo tutti gli elementi che ci ricordano le due cose entrambe bianche…una bilancia per pesare i grammi di cocaina, il pennello con cui si spalma la colla, le foglie della sostanza vietata, i soldi con cui purtroppo tanta gente usa tale droga, le schede telefoniche per tagliarla e gli specchi che servono come base.
La bella Anastasia ballando e divertendosi, con il sorriso sulle labbra ci invita a considerare anche un altro aspetto dell’assunzione dello stupefacente mostrandoci un teschio che vuole essere un chiaro messaggio sociale.
MADAME BLANCHE - Samanta Spina
Madame blanche era proprio una gran dama, la classe era innata.
Ogni suo gesto era una carezza, parlava sottovoce e delicato era il suo modo di fare, vestiva sempre di bianco, serviva the con raffinate porcellane bianche ed era una donna che alla corte francese di Luigi XVI elargiva a quest’ultimo molti "favori" il vestito si descrive da solo, interamente realizzato in ogni singolo particolare da Samanta che lo indossa, le cuciture, l’acconciatura tipicamente settecentesca esattamente come il corpino rifinito con un immane lavoro.
LA STELLA - Rossella Monaco
SECONDO CARRO
- Maria Luisa Licciardello
- Agata Zanghì
- Massimo Torre
- Gino Basilotta
- Giusi Messina
- Nicola Villari
- Marco Capizzi
- Agata Di Stefano
- Giovanni Motta
- Giovanni Giardina
- Tuli Artona
- Santino Glorioso
- Francesca Bulla
Chiudiamo la nostra sfilata con un affollatissimo carro che rappresenta la pietra preziosa naturale bianca per eccellenza: La perla. Sul carro bellissime donne vere e finte ci mostrano cosa si può realizzare con questo materiale ricercatissimo…collane preziosi in genere e oggetti di valore.
Emblema di femminilità e di raffinatezza la perla è uno dei doni preferiti dalle nostre donne e noi del gruppo la smorfia ve le doniamo con molto piacere.
Da notare che tutti gli ornamenti che indossano le nostre ragazze sono stati realizzati dalle stesse durante le notti passate al freddo della nostra sede associativa.
Il carro è stato realizzato con una struttura in carpenteria metallica e di legno.
Le conchiglie che vediamo sono in vetroresina dipinta con un colore perlato che rende la struttura del tutto simile ad una perla.