"Associazione Culturale
Re Carnevale"
Carnevale 2008
La Divina Commedia
Il presidente: Pappalardo Gaetano
I soci collaboratori: Salvo Puglisi, Salvatore Ambra, Antonino Marchese, Enrico Marchese, Nicola Cavaretta, Alessandro Russo, Giovanni Lisi, Santo Lisi, Litrico Nicola, Salvo Celano e Maurizio Scenografi carri: Francesco Fazio
Decori artistici: Maricchiolo Loredana
Costumista: Marino Alfio
Impianti elettrici: Salvo Puglisi , Salvo Celano e Nino Marchese
Acconciatore: Papale Carmelo
Sartoria: D’ Alessandro Giuseppina , Manuela Iannuzzi, Nina Buccheri , Caruso Franca.
Coreografia: Litrico Giuseppe
Trattoristi carri: Santagati Mario, Ippolito Terranova, Santo Lisi.
Collaborazione e stesura relazione: Litrico Giuseppe , Marino Alfio
Ci scusiamo anticipatamente se durante la stesura è stato omesso qualche nome . Ringraziamo vivamente tutti coloro che hanno partecipato a questo fantastico carnevale 2008 .
L’ Ass. “ RE CARNEVALE”
Vi saluta e vi aspetta l’anno prossimo!
Considerazioni sulle precedenti esperienze carnascialesche
In quanto gruppo emergente, l’ass. “ Re carnevale “ ha alle spalle solamente due esperienze e tanta voglia di continuare e accumularne delle nuove. Novità di quest’anno consiste nel passaggio dalla precedente denominazione “El Carnevalò “
alla nuova denominazione “Re carnevale”.
Nonostante i cambiamenti la voglia di fare carnevale è rimasta viva e forte , per tal motivo si ringraziano tutti coloro degli anni precedenti che ci sono rimasti accanto e coloro che ci seguono da quest’anno.
Non ci resta che dire a tutti che continueremo con la stessa inesauribile voglia di trasmettere gioia e divertimento a tutti e cercare di migliorare con l’aiuto di tutti coloro che vorranno proseguire questa avventura negli anni che verranno con noi.
Grazie e buon
Divertimento a tutti!
Rielaborazione tematica
Il sogno magnifico di rifare il mondo, il vizio candido dell’utopia trovano finalmente una via d’espressione , che tutto riesce a comprendere e quadrare, nella tensione profetica della Commedia, dove Dante si figura (e si riconosce ) predestinato da Dio ad un viaggio mistico.
Dante si sente scelto per salvare il mondo dal baratro di corruzione in cui è caduto. La Commedia nasce in questo clima trasmettendosi a tutta l’ umanità , coinvolgendola, e i cui posteri chiameranno Divina Commedia.
Rivista in chiave carnascialesca ripercorriamo il cammino di Dante tra Inferno, Purgatorio e Paradiso.
Descrizione carri scenografici
Associazione "Re carnevale"
Scenografia: Francesco Fazio, Loredana Maricchiolo
Quest’anno il tema presentato dall’associazione “Re carnevale” riguarda la Divina Commedia , ed è liberamente ispirato al poema dantesco.
I tre carri scenografici rappresentano rispettivamente:
- L’inferno
- Il purgatorio
- Il paradiso
Le scenografie dei tre carri sono realizzate in gran parte in polistirolo ed anche con l’uso di materiali vari.
1° CARRO:
L’INFERNO
Apre la sfilata il carro che rappresenta l’inferno: l’ambientazione è caratterizzata dalla presenza in scena di un imponete diavolessa in rosso dalla testa caprina , che comodamente agiata su un vulcano in eruzione è intenta a cuocere qualcosa o qualcuno in un grande pentolone.
SUL CARRO
Diavoli maschili:
Marchese Nino,
Puglisi Salvo
Ovviamente nell’inferno dantesco non potevano mancare i diavoli evidentemente rivisitati.
La foggia dell’abito ricorda quelle del 1200, la gonna a piegoni, in licra rossa maculata tono su tono e doppiato oro con pizzo nero sovrapposto, il tutto rifinito con passamanerie in decoro di paiettes.
Il corpino ricorda le corazze romano-greche con decori in rilievo di paiettes e pietre dure, un collo a scialle ad ala di pipistrello in organza bicolore contorna il girocollo mentre sottili strisce di cristal fuoriescono dalle spalle e dalle caviglie. L’acconciatura a doppie corna stilizzate sono realizzate in carta crespa rossa a rilievo con tiara sul davanti lavorato.
Diavoli donna :
Coco Alessandra,
Grasso Giada,
Granata Veronica,
Ninfo Elisa.
Suddivisi in due gruppi , le prime indossano una conturbante guepier che avvolge il loro corpo , il tutto decorato con licra maculata , passamaneria di paiettes con organza bicolore ad ala di pipistrello a contornare la spalle, per finire un intrigante gabbietta con effetto “vedo non vedo” in schanthal rosso avvolge la vita sino a sopra il ginocchio. Le acconciature simili a quelle maschili ma di dimensioni più piccole e delicate .
Le altre diavolesse indossano un avvolgente tuta in licra maculata tono su tono con dei conturbanti oblò sui lati delle gambe che stuzzicano la fantasia. Il corpino lavorato con passamaneria oro finisce in vita con catenelle di perle rosse lucide con movimento libero, i polsi e le caviglie sono adornate di tulle arancio a balze sfumato rosso tempestato di paiettes oro e rosse . Le acconciature a tri-tiara con corna sono lavorate con decori sul davanti in pietre dure, passamaneria e paiettes.
A TERRA DOPO IL PRIMO CARRO
Si apre così l’inferno dantesco:
La selva oscura:
Torre Francesca
L’abito con base di licra verde si trasforma in un groviglio di rami , piante e vegetazione con colori dal chiaro allo scuro, intrecci di piante , rami e foglie identificano l’oscurità che dante trova nella foresta.
Unico spiraglio di luce è dato dal corpino con tonalità più chiare in licra e organza verde ,decorato con foglioline in paiettes verdi sfaccettate , la ricca manica a palloncino con maniche a cascata ondulate e l’acconciatura ,uno scorcio dell’intricato sottobosco, completano il tutto.
Ed ecco comparire a Dante le sue paure e i suoi timori rappresentati dalle tre fiere , le quali cercano di sbarrargli il passo.
La lonza:
Puglisi Mariella
L’abito è una rappresentazione stilizzata della fiera , in pelliccia maculata di un bel giallo limone, il corpino in pizzo nero francese ricamato in paiettes , corallini e cannuccette sfaccettate , ne risaltano l’elegante disegno. Completano il corpetto lembi di pelliccia maculato che si prolungano sulla gonna in raso di seta lucido con una velata di cristal nero, a rifinitura , le zampe e il retroceda maculato.Completa l’armonia dell’abito una spalliera con l’effige della fiera , con diramazioni a ventaglio sul viso e prolungamenti stilizzati ai lati.
Il leone:
Russo Andrea
La seconda delle paure si presenta a Dante sotto forma di leone, simbolo di superbia e violenza. L’abito in ciniglia giallo ocra chiaro ne riprende i colori, la passamaneria in paiettes contorna i tratti dell’enorme viso che sembra sul punto di saltare sulla preda. Il corpetto bivalente pone da una parte una simbologia umana con tratti di abito di foggia antica e dall’altra parte animale. La criniera è realizzata con raffia grezza tinta e lavorata a cascata sul retro del vestito e sul copricapo.
La lupa
:
Razzia Grazia
L’ultima fiera rappresenta l’avarizia o cupidigia.
L’abito con gabbia a punte singole è stilizzata a rappresentargli gli arti, rivestita in pelliccia ecologica color antracite ,le rifiniture sono in organza e schanthal bicolore , il viso scolpito con maestria artistica ne evidenzia l’aggressività , ma ecco che il tutto viene elegantemente ingentilito da una tunica in ciniglia grigia con pizzo a punte sfalsate sul decolte interamente ricamato con pietre dure e paiettes , dalla caviglia sgorgano balze alternate a doppia ruota in organza ondulata . Completa il tutto il copricapo stile guerriere celtiche a criniera con lavori in strass , paiettes, passamanerie, e punte di lance.
Ed ecco che Dante entra negli inferi attraverso
La porta dell’inferno:
Alessandro Russo
L’abito è una struttura , interamente lavorata, la base di piattina di ferro regge i pannelli di poliuretano espanso, lavorati con segatura, vinilica e colori acrilici. Le sculture dei diavoli sono realizzate in polistirolo , le fiamme in parte scolpite e in parte in doppiato sfumato. All ‘interno un allegoria di anime che simbolicamente potevano essere negli inferi se dante fosse vissuto ai giorni nostri. La parte superiore del vestito rappresenta un demone guardiano della porta , il corpino ricorda la foggia delle corazze romane con ricami in passamaneria, in paiettes e pietre dure.Il copricapo completa il tutto mischiando la demoniaca essenza del personaggio con delle corna lavorate in carta lamè crespata ,la fiamme sono in doppiato sfumato e la corona regale è impreziosita con pietre dure.
Nel suo addentrarsi Dante si affaccia sulle rive dell’imponente
Fiume Acheronte:
Freni Maria
L’abito elegantemente stilizzato rappresenta l’imponenza e la pomposità di questo fiume. Il corpino in pizzo francese ricamato in strass e cannucce si prolunga fino al ginocchio, da dove si allarga una triplice campana in doppiato e organza bolla di sapone, la gonna è rifinita con 5 balze di organza bolle di sapone , la manica aderente con oblò e bottoni gioiello finisce a ruota ovalizzata con 30 mt di organza lavorata a lenza ondulata. Completa il tutto il copricapo con lavorazioni in organza, strass, passamanerie, centrale troviamo una spilla in cristallo azzurro, e nei laterali spadoni turchesi il tutto incorniciato da spalliera a lembi quadrangolari.
Ad un certo punto Dante vede sulle rive del fiume acheronte il traghettatore d’anime
Caronte: Carmelo Pellerone
Il costume è una struttura realizzata con una base in piattina di ferro battuto rivestita in lastre di poliuretano a ricreare l’intavolazione della barca , l’esterno è adornato con sculture in garza gessata che rappresentano le anime dannate che cercano di salire sulla barca, la base sottostante alla barca riproduce le onde del fiume acheronte realizzate in plastica e in organza bolla di sapone. All’ interno della barca il demone caronte indossa un abito e un poncio interamente ricoperto di sottili strisce di diversi materiali( organza, plastica e carta laminata ). Rifinisce il tutto il copricapo , rappresentazione dannata del demone con corna scolpite in polistirolo e carta crespa sbalzata, termina il tutto la parrucca con effetto invecchiato.
Accanto alla barca di caronte si estendono le
Onde: Pollerone Aida , Caruso Giuseppe
L’abito realizzato con base in doppiato azzurro interamente ricoperto da cristal bolla di sapone , intrecciato con maestria artistica a plastica lavorata e sfumata a effetto onda , intercalate nelle insenature parti di anime dannate in garza gessata e pitturata.
Inoltrandosi nell’inferno Dante si addentra man mano nei gironi , in uno dei quali trova la rappresentazione della.
Lussuria:
Nicotra Antonella
L’abito interamente in organza rossa con drappeggi stile veneziano riveste interamente la gabbia della gonna di forma ovoidale . le arricciature sono trapuntate di passamaneria rossa e oro con paiettes , il corpino realizzato in licra maculata rossa tono su tono ricrea un malizioso corsetto con intrallature in pizzo francese interamente ricamato in cristalli e paiettes . il copricapo riprende lo stile armonico e malizioso dell’abito, con finiture in spille capotion e passamaneria rossa e oro , piume di struzzo e piume realizzate in cristal rosso con bordura laminata con effetto piume di gallo . l’abito è infine incorniciato da una spalliera in ferro battuto rivestita in passamaneria di paiettes e carta crespa rossa con decori in rose di organza e foglioline d’oro.
Nel suo cammino dante incontra vari personaggi tra i quali:
Paolo e Francesca:
Santonocito Andrea e Tomarchio Maria Carmela
Il costume di paolo è una rivisitazione stilistica dell’epoca, di colore arancione e oro , la gonna a balze a piegoni in ciniglia arancio con interni in doppiato di lamè oro e macramé arancio , la parte superiore del corpetto ha una lavorazione a lisca di pesce , avvolge il tutto un sontuoso mantello in stile .
L’abito di Francesca anch’esso ripropone la sontuosità degli abiti del tempo realizzato in broccato di velluto azzurro con ricami in argento , con l’allacciatura sotto il seno e un lungo code ne slancia la figura .il davanti del vestito è tempestato di cristalli e cannuccie sfaccettate . il cappello riprende la foggia dell’epoca e i colori dell’abito , sul retro del cappello un velo scende lungo le spalle quasi a toccare a terra.
Nel suo girovagare Dante incontra delle figure mitologiche tra cui:
Gerbero:
Lisi santi
Il costume realizzato in raffia lavorata. Il corpino ha una lavorazione a scaglie di pesce in maglia di lame’ e cristal arricciato lungo le maniche:sul davanti spiccano le tre teste , riproduzione fedele del cane demoniaco . l’acconciatura raffigura delle corna e un demone che le cavalca.
Ecco giungere Dante nella parte piu bassa dell’inferno dove sono punitii peccatori più gravi , ovvero
La citta di dite:
Nicola Rizza
Il costume è una struttura che riproduce realmente la citta descritta da Dante , la struttura è realizzata con un anima di ferro. Esternamente rivestita da pennelli di poliuretano rivestiti in pietre pomici di colore grigio scuro, le finestre hanno le inferiate in ferro all’interno viene riprodotta la vetrata con plastica catarifrangente avvolta da fiamme in doppiato spruzzato . il corpetto ricorda le corazze medievali indossato da una suggestiva figura demoniaca che sovrasta la città. Il copricapo riproduce corna in polistirolo rivestite in carta crespa di lamè avvolte da fiamme in doppiato spruzzate .
Un ulteriore figura mitologica che Dante incontra è il
Minotauro
:
Santonocito Orazio
Il costume ricorda la descrizione dell’animale fino ad oggi conosciuto, il pantalone azzurro in doppiato
Il petto ricoperto da una corazza sulle braccia una maglia color carne su cui viene riportato il pelo dell’animale.
L’acconciatura riproduce la fisionomia dell’animale scolpita in polistirolo e rivestita in pelliccia.
Siamo arrivati quasi alla fina dell’inferno ed ecco come a Dante appare una distesa ghiacciata, un immenso
Lago ghiacciato:
Santina Ippolito
Il costume è un misto di materiali , il corpino è lavorato con cristalli e strass, adornato con tulle brillantinato a spruzzi , la ricca manica a palloncino finisce con balze di organza. La gonna riproduce l’immagine dantesca dei dannati intrappolati nel ghiaccio, i corpi sono tutti lavorati artisticamente, dandogli quel tocco tetro che ne esalta la composizione . la gonna ha delle sculture riproducenti lastroni di ghiaccio , queste sono fatte di polistirolo lavorato a fuoco ricoperti di plastica opaca e brillantina multicolor.il copricapo è un intersecarsi di ghiaccio di polistirolo, strass , plastica e cristalli. Il tutto è completato da una spalliera effetto iceberg spezzettato.
Ed eccoci arrivati davanti al signore-ra degli inferi
Lucifero:
Mogavero
Il costume riproduce in modo eleganteun personaggio così tetro. La gabbia settecentesca con apertura sul davanti ha decori stilizzati in doppiato e pizzo nero e sul retro la gonna in licra rossa maculata tono su tono finisce con una balza di cristal a effetto arricciato, il corpetto lavorato a corsetto in licra rossa maculata è tutto lavorato con passamaneria e pietre dure, la manica a guanto con polsino in merletto nero e oro, il collo a pipistrello e spalline in cristal rosso lavorato a strisce. L’acconciatura riproduce due delle 5 facce di lucifero al centro uno specchio di pietre dure ne rifinisce il tutto
Vi è poco distacco tra inferno e purgatorio tanto che il distacco tra la fina di uno e l’inizio dell’altro è quasi impercettibile.
All’ingresso di Dante in purgatorio gli si presentano figure particolari che rappresentano i peccati tra questi troviamo
Aragne: Correnti Maria Teresa
L’abito in schanto Bluette con riflessi cangianti sul verde, il corpino a corsetto con ampia scollatura è particolarmente ricamato con paiettes e swarosky ,il taglio modellato ne risalta l’elegantefigura, una gabbietta a goccia si delinea sotto uno stretto abito che va a svasarsi , la rifinitura è una nuvola di voillant di organza Bluette cangiante. La spalliera riproduce le zampe e la ragnatela di un ragno in spalmato Bluette e cordoncino argento.
Il secondo abito è la
Trasformazione di lucifero:
Salvo Gelano
Pomposo e sfarzoso abito realizzato in duplice facciata differenzia da un lato l’angelo celeste lucifero con colori delicati come azzurro, argento, bianco e oro, il corpetto steccato e sagomato è rifinito con decorazioni in paiettes e cristallo, la manica a palloncino su un lato superiore è stretta a tubo sul braccio rifinisce la manica una semiruota a goccia lavorata , la gonna è a balze diversificate con ricami sovrapposti differenti sia nei colori che vanno dall’argento all’oro sia nei materiale( velluto, doppiato liscio e zigrignato, voillant di cristal bianco) Contrapposto l’altra metà rappresenta il demone lucifero dai colori tetri e scuri (nero, viola) si alternano in una intricata frangia . si alternano stoffa e plastica su una base di doppiato rosso.il corpino ricamato in ciniglia violetto con intarsi decori in passamanerie di paiettes. Il copricapo è anch’esso per meta angelo e per meta demone. Due ali una candida e angelica l’altra tetra e angusta
Nel suo percorso tra i peccati e peccatori ecco sorgere un gruppo di furenti e iracondi
Le commari: Privitera Antony- Riccardo Di Vivona- Randazzo Iury- Pappalardo Emanuele- Marchese Enzo.
Gli abiti sono un raro esempio di alta e rara sartoria, i colori accoppiati dalle stesse commari con raffinato buon gusto ne delineano le delicate e leggiadre figure femminilicon grazia ed eleganza, nonostante il loro iracondo carattere.
2° carro: il purgatorio
Il secondo carro rappresenta il purgatorio , dall’alto incombe un grande occhio dorato che osserva tutto e tutti, piu in basso dei candelabri bronzei illuminano la scena dei telamoni d’argento reggono la volta di una grotta ghiacciata.
Sul carro:
tempo che non passa uomo:
elegante frac sagomato in lame oro e strisce in lame nero, con lunghe code a torciglione passamaneria di paiettes nero a rifinire il tutto, copricapo con rappresentazione di un orologio deformato contornato da piume nere.
Tempo che non passa donna:
l’elegante e raffinato corpino nei colori laminati a strisce oro e nero, sagomato a delineare la figura si distacca sulla vita in petali trapezzioidaili allungati fino ai fianchi , un code di maglia oro forma un redicul a balze sovrapposte, la manica è arricchita da voillant nero e oro alternandosi copiosamente.
Occhio divino maschile:
abito oro e argento con voillant per maniche e caviglie bordati di passamaneria di paiettes , il ricco pantalone aderente si amplia sulla caviglia , l’acconciatura rappresentante l’occhio divino ne adorna il capo realizzata in polistirolo rivestito di lamè argento e oro con passamaneria e piume di struzzo a contornarne il tutto.
A terra dopo il secondo carro
Dante giunge finalmente all’ultimo atto del suo percorso , eccolo addentrarsi nei cieli del paradiso…
Ecco aprirsi alla sua vista il gruppo del cielo delle lune
Cielo della luna: Savoca Santo – Savoca Felice- Maugeri Giovanna- Tripi Giuseppe- Tripi Salvo Tripi Riccardo- Gabriele Viviani- Emanuele La Corte- Testai Gabriel- Pavone Francesco
una graziosa tutina compone l’abito adornata da bianche nuvolette in ovatta e sormontate da una graziosa luna argento .
Dante continua il suo cammino addentrandosi in un nuovo cielo il cui nome ricorda , come gli altri a seguirsi, i pianeti del sistema solare o le antiche divinità greche, al quale alcuni di questi costumi sono ispirati.
Ecco apparire ai suoi occhi ilCielo di Mercurio:
Nicotra Anna
Uno splendido abito a tubino ne risalta la snella figura. Il corpino in velluto bianco è ricamato interamente in paiettes e strass con riporti in passamaneria di paiettes oro. La gonna a tubino si stringe a spicchio sul davanti e sul retro ove vi è un ricamo in paiettes primate oro. Il tubino si allarga in una nuvola di vollaint di cristal , sui due lati dell’abito si ergono maestosi due splendidi angeli con mise in broccato oro con bordure in pelliccia ecologica. Il copricapo svetta verso l’alto dal colore giallo pallido sul quale sono scavati dei decori oro.il tutto contornato da una splendida spalliera giallo pallido con decori in oro e sormontata da splendide piume bianche.
Subito ecco apparire agli occhi di Dante il
Cielo di venere:
Zambataro Katiuscia
Il superbo ed elegante abito in velluto azzurro ,il cui corpino ricorda lo stile grco-romanico delle donne dell’epoca ,il velluto è georgette azzurro con passamanerie in corallini e paiettes azzurre , la gonna sulla prima parte in velluto azzurro con decori in passamaneria di corallini e paiettes , la base sottostante una ricca nuvola in organza con contorno di cuori in velluto rosso e tulle puntinato oro , rifinisce il tutto una maestosa spalliera stilizzata.
Ecco arrivare Dante nel
Cielo di marte:
Caruso Orazio
L’abito con gabbia ovale ricorda nella parte sovrastante un antico guerriero romano dalla lucente armatura oro in doppiato di lamè con ricami in passamaneria e pietre dure . sulla gonna bianca in organza si diramano delle colature in velluto rosso doppiato con tulle oro sulle quali sono evidenziate le virtù. Rifinisce il tutto una spalliera artisticamente lavorata in oro e passamaneria con contorno di piume rosse, il copricapo un antico elmo romano a criniera , splendidamente adornato di pietre dure e passamanerie.
Dante così si trova ad entrare nel
Cielo di Saturno:
Santagati Maria Luisa
Abito di foggia settecentesca in damasco rosa antico e gonna in velluto bianco riccamente adornato il corpino e la sopragonna di merletto bianco , passamaneria e paiettes. Una superba poltrona- trono ne incornicia le spalle , l’acconciatura ricorda una tiara russa decorata con pietre dure e passamaneria in paiettes oro e collana in perle oro.
Ecco circondato Dante da innumerevoli stelle , le quali tutte insieme formano il
Cielo delle stelle fisse:
Leone Concetta- Maugeri Savoca Nella- Nicotra Vera- Nicitra Agatella- Nicotra Mariangela- Elisa Fiorello- Maugeri Sebastiana – Giovanna Maugeri
Una casacca azzurra e un pantalone in tono , una ricca coda in doppiato oro a formare un codè . Rifinisce il tutto delle graziose acconciature rappresentate delle nuvole con delle stelle argento.
Arrivato quasi vicino all’Empireo Dante si vede circondato da innumerevoli angeli il cui canto forma i superbi
Cori angelici:
Santina Nicotra
Splendido abito realizzato in cristall effetto nuvola con stelline in argento che fanno da base a dei deliziosi puttini suonatori sottostante si esibiscono con splendidi abiti ricamati gli arcangeli suonatori di tromba. Il tutto viene finemente adornato da una nuvola di oltre 200 metri di cristal bianco e oro. Sul davanti troneggia la scritta “ cori angelici” su un stendardo turchese bordato oro con graziose stelle azzurre. Il corpino in velluto bianco di foggia medievale ne evidenza l’elegante e graziosa figura , adornato splendidamente di strass e passamanerie oro. L’acconciatura ,un angelo lirico canta noti divine , due splendide ali bianche incorniciano il tutto.
Eccoci nell’ Empireo, sede de
La Rosa Celeste:
Pisano Davide
Il superbo abito rappresenta il cielo dell’empireo: sede divina . in rasone azzurro e cristal la base dell’abito, adornato di stelle. Nei quattro angoli i quattro venti. Ricche decorazioni stilizzate sorreggono l’Empireo il cui ingresso avviene dalla scalinata principale posta sul davanti in poliuretano e porporina oro. Delle colonne doriche ne delineano i lati , la spalliera sulla metà la rosa celeste , sull’altra metà decori stilizzati. Una nuvola centrale con dei deliziosi puttini e un angelo a guardia della scalinata. Il tutto rifinito di stelle.
3° carro: il paradiso
Il terzo carro , a chiusura della sfilata, rappresenta il paradiso : degli angeli ad ali spiegate accolgono il visitatore verso il sole ( rappresentazione del divino) che dall’alto allumina e riscalda, al di sotto i fianchi della scena sonno avvolti da vegetazione.
Sul carro :
Beatrice:
Enrico marchese
Abito in ciniglia bianca con decori in argento e mantello in organza bianca
Dante: Marchese Filippo
Abito in velluto rosso con bordura nera, cuffietta bianca a punte, fascia in velluto rosso bordo nero, corona in alloro
Guerrieri angelici:Calmieri Piero- Salvo Scialli-Giuseppe Messina
Foggia antica per l’abito in velluto di vari colori corazza in doppiato oro con ricami elmo medievale con criniera, ali bianche ne ornano il tutto.
Si ringraziano tutti coloro che hanno collaborato vi auguriamo buon divertimento e arrivederci al prossimo anno!!!