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Associazione Cult.“Turi Campanazza”
Carnevale 2008

CAMPANAZZA

Tema: .MADE IN ITALY..


L’ASSOCIAZIONE CULTURALE “TURI CAMPANAZZA” nata nel 1981,è giunta alla sua 20^ partecipazione.

Dal punto di vista amministrativo si presenta così composta:

Presidente:
PIETRO GIUFFRIDA

Vicepresidenti:
GIOVANNI MOTTA
CATERINA PRIVITERA

Cassiere:
ANGELO SANTONOCITO

Soci consiglieri:
ENZO AMATO
PAOLO BRUNO
GRAZIANO CHINNICI
TINO FRAGALA’
MARIO TROVATO

Scenografo e scultore:
ORAZIO FAZZIO

Costumista: VERA SCALIA

Co-costumista: PAOLO PENNISI


Carri:

Per la costruzione e l’allestimento dei carri hanno partecipato i membri del direttivo e numerosissimi simpatizzanti:
Natale Chiarina,
Giuseppe Casentino,
Gianluca Di Prima,
Carmelo Egitto ’47,
Simone Fazzio,
Anna Gennuso,
GianDomenico Giaccone,
Giovanni Giaccone,
Francesco Giuffrida,
Michelangelo Giuffrida,
Orazio Giuffrida,
Paolo Giuffrida,
Salvatore Gulina,
Francesco Licciardello,
Viviana Mazzola,
Giuseppe Motta,
Carmelo Parrinello,
Anastasia Pesce,
Nino Scalisi,
Dorita Scuderi,
Patrizia Spina,
Valeria Ventimiglia.

La realizzazione dei copricapo è stata affidata alla maestria di Margherita Pappalardo, mentre la raffinatezza delle pitture e le finiture varie dei costumi è stata affidata alla creatività dell’artista Maria Motta.


Sartoria:

Ogni anno, la manifestazione del Carnevale nella città di Misterbianco, mette in moto tanti esercizi commerciali che sono indispensabili per la realizzazione dei costumi; un aspetto che è divenuto, nel corso degli anni, insostenibile è il costo della manifattura sartoriale.
L’Associazione, per ovviare a questo inconveniente e calmierare i prezzi, e perciò agevolare i partecipanti, ha voluto organizzare una vera e propria sartoria prendendo in affitto un ampio salone, attrezzandolo adeguatamente sono quelli che sono gli strumenti utili per suddetto laboratorio: molteplici macchine per cucire, grandi tavoli da lavoro, appendi abiti e manichini.
Sei, sono le sarte che dall’inizio del mese di novembre lavorano alacremente per portare a termine quanto era stato progettato.
Angela Canaglia e Rosetta Pellegrino, direttrici della sartoria, con professionalità e competenza hanno organizzato e diretto i lavori. Le valenti collaboratrici: Rosetta Calareso, Carmela Finocchiaro, Santa Motta, Anastasia Pellegrino, con dedizione e spirito di sacrificio hanno impegnato nel lavoro tutte le ore della giornata e buone fette di ore notturne, per consentire di portare a termine la realizzazione dei costumi rifinendoli in tutti i loro addobbi e arricchendoli di dettagli che rendono i suddetti elaborati proprio “I più bei costumi di Sicilia”.

Hanno ancora collaborato: Lina Amato, Patrizia Cusimano, Milena Finocchiaro, Giovanna L’Acqua, Pina Parrinello, Mimma Zuccarello.

" MADE IN ITALY"

Descrizione:

A dispetto di un mercato così vasto e così multietnico, l’Associazione Campanazza vuole quest’anno, con questo tema trattato, dare lustro a tutto ciò che esalta la produzione, le arti, il patrimonio artisticoe culturale di cui abbiamo sempre avuto il primato mondiale.
La consapevolezza che negli ultimi tempi, questo primato, sia stato oscurato da più provenienze sia dal punto di vista artigianale, sia dal punto di vista amministrativo ha spinto il nostro orgoglio di italiani a portare in scena attraverso i nostri costumi quanto di più bello abbiamo prodotto e quanto di artistico possediamo nel nostro Bel Paese.

L’ITALIA:
STEFANIA PRIVITERA

La sovrana Italia fa da apertura al gruppo sbandierando il tricolore.
Il costume vuole evidenziare la parte geografica in ogni singola fattura che vedremo in seguito. Una manica racchiude i fiori e le canzoni di Sanremo, omaggio alla Liguria, l’altra manica contiene la gondola e le maschere veneziane; il corpino di duchesse è impreziosito dallo stemma della Ferrari modenese e lungo la gonna si diparte lo “Stivale” intervallato dalla “Culla fiorentina”, da Pulcinella, dai Trulli e da tutti gli elementi simbolo di questo immaginario viaggio fra arte e cultura.
Un vasto mare è sormontato dal nostro splendido sole, realizzato in volute di organza, plex e tessuti vari, la scintillante corona orna l’intero costume.


PULCINELLA:
DOMENICO CARUSO

Due maschere incisive e metaforiche fanno da accompagnatori alla nostra Italia.
La figura del Pulcinella, tipica maschera napoletana che in sé racchiude il concetto di tutte le maschere; essere per un giorno qualcun altro, qualcuno che incontri il nostro essere interiore.
Il costume riprende la semplice foggia del Pulcinella classico, i pantaloni in lycra bianca sono abbinati alla grande casacca di taffetà bianco. La maschera e il cappuccio la completano.


SOLARELLA:
PAOLA AIELLO

Una maschera che vuole essere l’insieme della solarità e della bellezza dell’Italia. Una terra ricca di sole e di mare.
Il costume realizzato in taffetà turchese riprende il sole sul corpino, mentre la gonna si arricchisce di balze e strisce di taffetà per ricordare il nostro mare.


BACI E ABBRACCI:
EMANUELA ARENA
MAURIZIO DI PRIMA
ALESSIA GIANGRECO
KATIA GIUFFRIDA
ORAZIO GIUFFRIDA
ORAZIO GIUFFRIDA
VERONICA MILICI
PAOLO PRIVITERA
CATERINA TOMASELLO

I costumi che indossano questi ragazzi vogliono omaggiare l’aspetto migliore di noi italiani conosciuti all’estero: la nostra solarità e il calore che ci contraddistingue.
Il costume maschile si compone di un’ampia giacca in velluto blu decorata con un prezioso tessuto brillantina: dalla giacca fa capolino il nostro splendido sole che sorride, mentre le cartoline fuoriescono dalla spalliera mandando a tutto il mondo “Baci e abbracci”.
Il costume femminile ha il corpino in organza drappeggiata, le maniche a fiore e in tessuto brillantina. Nella gonna ritroviamo il mare realizzato in tulle e organza. Al centro un sorriso invitante accentua la bellezza delle indossatrici.


LA FRUTTA MARTORANA:
SABRINA INDORATO

Questo dolce costume rappresenta un vassoio pieno di frutta martorana di cui siamo fieri esecutori, le due ali poste sul vassoio indicano quanto questo dolce venga esportato all’estero. Il corpino realizzato in velluto e organza ricorda la linea tradizionale dei corpetti siciliani.


IL TORTELLINO:
GIORGIA GENTILE

Altro prodotto tipico della nostra gastronomia, il tortellino.
Il costume in velluto e organza grinzata è racchiuso da questo gran tortellino in vita; altri due tortellini si incastonano sulle maniche, il colletto a forma di corona incornicia il viso della bimba.


I VINI ITALIANI:
NINA TROVATO

I nostri vini sono in assoluti i più conosciuti e più apprezzati. Il costume li rappresenta con due botti posti sulla gonna. I grappoli di uva bianca e nera caratterizzano la tipologia dei vini biondi e rossi. Il corpino ricorda la “mise” dei vendemmiatori; particolare il colletto realizzato in raffia.


IL PISTACCHIO:
TIZIANA INDELICATO

Il costume del pistacchio di Bronte è realizzato in broccato verde-oro; ai lati della gonna troviamo la pietra lavica su cui le piante crescono magicamente e dal suo calore traggono il suo particolare sapore. Una corona in tessuto brillantina rappresenta lo scudo che simboleggia lo stemma di Bronte rendendo omaggio all’unicità di questo prodotto. Il corpino in organza e velluto presenta un ampio colletto da cui si dipartono rami con pistacchi, realizzati con preziose pietre dure. Di pregevole fattura il copricapo.


IL MIELE:
MARCO INDELICATO
MASSIMO MAGLIA
GLORIANA STACCIA
SONIA STACCIA

Il costume femminile si compone di un tubino realizzato in taffetà gialla e nera: particolare il taglio in diagonale a inserto sia sul corpino sia sulle maniche: le balze fuoriescono dal tubino alternandosi in giallo e nero, ricordando le api produttrici di questo dolce prodotto. Un alveare circonda i fianchi mentre la sovragonna è intagliata a mò di nido d’ape realizzata in organza cangiante, crinolina e doppiato.
Il costume maschile è realizzato in lycra azzurra, gialla e nera. L’alveare lo ritroviamo posto sul fianco della tuta dal quale fuoriescono le api. Sulla parte superiore sono posti girasoli realizzati in organza.


IL CARRETTINO DEI GELATI:
GULINA FABIO

Quale migliore modo per omaggiare questo prodotto se non con un costume che riprende la forma del carretto dei gelati a cui tutti siamo affezionati?
In perfetto stile Liberty, epoca in cui nacque l’idea del gelato posto inizialmente fra due cialde: un alimento talmente apprezzato da non avere mai conosciuto tramonti. Il carrettino presenta dei dipinti liberty ai lati accanto alle ruote; anteriormente una corona realizzata effetto cialda dichiara la sovranità assoluta a questo insostituibile alimento. La giacca bianca è resa particolare dagli elementi con cui si produce il gelato: il cioccolato, l’ananas e la frutta in genere.


1° CARRO SCENOGRAFICO:

L’ARTE.

Il carro che , in ordine di apparizione sarà il primo a sfilare, rappresenta “L’ARTE”.
Per sintetizzare espressivamente il concetto dell’Arte italiana si è pensato alla realizzazione di una scenografia dove, a primo impatto, fa bella mostra di sé un enorme “mascherone” tipico degli addobbi scultorei che impreziosiscono tanti balconi e portali degli edifici in stile barocco; questo mascherone, così come tutto l’insieme dell’opera, è strutturato secondo un’idea strettamente simbolica e allegorica che partendo dalla solidificazione del magma vulcanico in pietra lavica si evolve in un “abbozzo” scultoreo da dove già spuntano i germogli dell’architettura rappresentati da alcune colonne e capitelli di un incompleto tempio in stile barocco dove è visibile il suo potale di ingresso, che è rigorosamente incastonato da un altro mascherone di pietra lavica che funge da chiave di volta per come tipicamente avveniva nell’architettura del nostro territorio. Detto tempio custodisce al suo interno le preziose opere dell’arte italiana delle quali se ne intravede una, specificamente una famosa tela pittorica di un altrettanto famoso artista italiano.


IL BAROCCO:
KETTY CICIULLA
FILIPPO GULINO
BRIGITTE MASTROENI
MARLENE PRIVITERA
DAVIDE SANTONOCITO
DALILA SGROI

I costumi sul carro rappresentano il barocco italiano: sono realizzati in velluto rosso e organza grinzata oro; sulla parte anteriore del costume delle ragazze trova posto uno stemma tipico del barocco. Il corpino in stile seicentesco.; maestoso il colletto in organza grinzata e crinolina esalta appieno questo fantastico stile. Il costume maschile costituito da un pantalone in maglia lamè oro e arricchito da impunture verticali; l’ampia giacca in velluto rosso è impreziosita da decori in accoppiato oro tipicamente barocche; alla base della giacca vi è una balconata intervallata da “cagnoli” ed elementi barocchi.


IL BAROCCHETTO:
BIAGIO TROPEA detto Brasi

Il costume indossato da Biagio Tropea riprende i colori forti del barocco. L’oro e il velluto rosso ne sono i comuni denominatori. Volute di doppiato oro riprende la linea dei decori barocchi che si intrecciano sullo sfondo della giacca di velluto rosso.

LE CARIATIDI:
CLIZIA CARUSO
ALESSANDRA SIGNORINO

Le cariatidi sono sempre stati elementi architettonici di grande importanza nel nostro barocco. Le ritroviamo danzanti togliendosi per un giorno la staticità a cui sono destinate.
I costumi sono realizzati in lycra avorio sia per la tuta che per il drappo che le riveste.


IL BAROCCHINO:
ANDREA GULINA
GIORGIA NICOTRA

Il barocchino, come la descrizione precedente, simboleggia la straordinaria maestria artigianale che nei secoli ci ha contraddistinto.
La versione femminile è realizzata in tessuto broccato e organza grinzata; il costume è completato da una balconata, dello stile in considerazione, costituita da angeli, conchiglie e cagnoli che sono da sempre elemento barocco per eccellenza. La versione maschile, realizzata in broccato e duchesse è costituita da un pantalone e da un’ampia giacca ai cui lati sono applicati due balconi come elementi decorativi, nella parte anteriore della giacca è presente una scultura raffigurante un leone; la parte posteriore della giacca è completata con un classico battente barocco.


LA CULLA DI FIRENZE:
MARIANNA TRIPI

Con tale costume si vuole rappresentare il massimo splendore dell’Arte italiana in epoca rinascimentale. La gabbia, a forma di culla, è impreziosita da volants di organza grinzata, in maniera scenografica, nella culla sono presenti le opere più importanti come il David, la cupola di Santa Maria del Fiore e la Torre Guinigi, opera di Leonardo da Vinci. Il corpino in duchesse porta come stemma il giglio fiorentino.


IL GIGLIO FIORENTINO:
ANDREA FRANCESCA TESTA

Il giglio fiorentino realizzato in velluto e organza rappresenta splendidamente lo stemma di Firenze, che nel costume diventa una corona appoggiata alla base della gabbia.


I MOSAICI DI RAVENNA:
GRAZIANO CUSMANO

I mosaici di Ravenna esprimono una forma d’arte tra le più preziose e ricercate, presenti nel nostro paese. Il costume è sartorialmente diviso in due parti: la parte superiore rappresenta Dante, il sommo poeta, le cui spoglie dimorano appunto nella città di Ravenna, dove si trovano i mosaici più ammirati; la parte bassa del costume li rappresenta fedelmente, situati ai lati del costume, sono stati realizzati su una base di polionda: tessere in tessuto brillantina e accoppiato di vari colori riproducono immagini famose. In testa vediamo riprodotto fedelmente il copricapo di Dante.


IL VATICANO:
MIMMA ZUCCARELLO

Simbolo eccelso della cristianità coniugata ad un’imponente bellezza artistica e architettonica. La gabbia della gonna riproduce la maestosa cupola di San Pietro realizzata in accoppiato; nella parte anteriore è realizzato una particolare struttura che ricorda il colonnato del Bernini. Nella parte posteriore sono posizionate le porte d’ingresso della basilica: quella aperta, la più grande, è quella centrale, una seconda porta è quella della morte, contornata dai classici elementi rappresentativi (teschi, falce,…..). La porta del Bene e del Male simboleggiata dalle fiamme per il Male e dagli angeli per il Bene; la porta del Giubileo che porta il simbolo di quest’ultimo del duemila, e la porta dei sacramenti rappresentata da un’acquasantiera, dal grappolo d’uva, da spighe e dalla colomba dello Spirito Santo. Il costume è completato da elementi baroccheggianti e fasci di luce. Il corpino in velluto rosso è impreziosito da pitture che riproducono gli elementi decorativi del baldacchino del Bernini. Lo stemma del Vaticano posto alle spalle e la maestosa acconciatura completano l’imponente costume.


I TRULLI:
IRENE FERRARA
EZIO NICOTRA
YLENIA NICOTRA
VINCENZO NICOTRA
DAVIDE PRIVITERA

In Puglia, i trulli nati come modeste abitazioni della classe contadina, oggi sono diventati patrimonio mondiale dell’Unesco poiché con la loro forma circolare e il tetto a cono sono considerate edifici abitativi esclusivi al mondo. La gonna della versione femminile e le giacche maschili riproducono un agglomerato di trulli realizzati in gommapiuma e accoppiato. Il corpino del costume è in velluto blu; un elaborato intreccio di nastri lamè di più colori impreziosisce il manufatto; alle spalle una cesta raccoglie i prodotti tipici pugliesi.


IL MANDORLO IN FIORE:
CARMELINA TORRE

Il “mandorlo in fiore” è una manifestazione agrigentina che vuole festeggiare l’arrivo della primavera: nel corso degli anni nelle innumerevoli edizioni si è trasformato in un evento folkloristico che attira migliaia di turisti.
Il costume è realizzato in velluto, organza e accoppiato; il corpino ricorda la mise del folklore siciliano: il colletto da un lato rappresenta il cielo e dall’altro il sole; in una manica è rappresentato il braciere che simboleggia la fiaccola dell’amicizia che viene acceso all’inizio della festa; sull’ampia gonna spicca un carretto realizzato in polistirolo e abbellito da dipinti tipici siciliani. Nella parte sinistra del vestito è stato realizzato un tempio per ricordare che la festa ha luogo davanti al Tempio della Concordia, detto tempio ironicamente ha per tetto una scatola di paste di mandola, tipico prodotto locale. L’intero abito è ricoperto da rami di mandorlo ricoperto da innumerevoli fiori di organza realizzati a mano.


VENEZIA:
ANGELA CASSISI

Venezia, giudicata una delle città più belle del mondo è sicuramente unica nel suo genere. La sua immota bellezza, la sua storicità, il suo “galleggiare” sull’acqua ne fa la nostra perla. Le magiche maschere che popolano le vie di Venezia sembrano incastonate nella sua splendida architettura e sono l’emblema di tutti i Carnevali.
Il costume riprende la gondola che si staglia con la sua linea sottile e nera su un mare realizzato in tulle bianco, turchese e Bluette e artisticamente tagliato e goffrato per realizzare un’immaginaria laguna. Onde realizzate in doppiato bianco impreziosite da paillettes iridate e ruche di organza movimentano la base della gonna. La gonna è realizzata in velluto nero mentre la parte superiore della gonna in ciniglia rossa; da un lato della gondola fuoriesce il famoso ponte dei sospiri mentre dall’altro lato sono poste le magiche e artistiche maschere veneziane. La vita è racchiusa dentro un chiostro realizzato in tessuto brillantina su doppiato oro così come gli arabeschi della gondola. Il corpino in candido velluto bianco presenta ampie maniche suddivise in più parti: la parte inferiore ricca di ruche di organza iridata arancio e gialla, due polsoni svettanti sono anch’essi arricchiti di ruche e pietre dure, la cuffia si gonfia per l’effetto punzonatura data al velluto. Il corpino riprende i decori con ruche e pietre dure, mentre il grande colletto in organza di varie tinte arricchisce il tutto, una parrucca seicentesca ricca di piume farfalle e fiori ricopre il capo dell’indossatrice.


I VIOLINI:
AGNESE GRECO
CHIARA GRECO

Famosa l’Italia per la realizzazione di violini che per la loro elegante fattura e per la resa sonora sono considerati unici al mondo, anche perché ogni finitura è eseguita manualmente; il costume è in broccato. Sulla gonna dalla forma ovale sono adagiati due violini, uno in fase di lavorazione e l’altro ultimato. Il corpino in broccato e raso in bianco e nero ricorda il pentagramma che si trova sullo spartito posto al centro della gonna.


SANREMO:
NICOL SANTONOCITO

Una delle gare canore più importanti è proprio quella di Sanremo che ogni anno vede esibire i cantanti più famosi della canzone italiana e deve questo nome alla città che lo ospita.
Il costume è realizzato in doppiato bianco e azzurro; la gonna ricorda la famosa scalinata del teatro Ariston, il palchetto centrale e gli strumenti simboleggiano la musica e i fiori applicati per omaggiare la Liguria che è appunto la riviera dei fiori per eccellenza.


VOLARE:
SONIA CINCONZE
DENISE CURIALE
MICHELE NICOTRA

“Volare” è la canzone ambasciatrice della musica italiana nel mondo; tradotta in tutta le lingue e canticchiata in tutte le nazioni.
Il costume è intessuto ciniglia blu proprio come vuole il testo: le nuvole, i cuori e altri elementi descrivono i dettagli del motivo, le grandi ali sono realizzate in gommapiuma dipinta; una grande corona per colletto sta ad indicare la regalità della canzone.


L’ARENA DI VERONA:
MARIKA FRAGALA’

Tempio della lirica nel mondo, ha ospitato al suo interno le più importanti opere della musica classica.
Il costume presenta nella parte superiore dell’ampia gonna l’Arena realizzata in gommapiuma lavorata a caldo e dipinta: come se prendessero vita le opere della Turandot, della Tosca, del Rigoletto animano la parte alta dell’Arena, elementi realizzati con tecniche diverse. Scultura per i preziosi draghi del trono della Turandot, cartapesta per il viso sofferto del Rigoletto, grafica per la locandina della Tosca.
La parte inferiore della gonna riprende le volute dell’ipotetico tempio a forma di colonne in doppiato oro e gommapiuma; su di esse si inerpica il pentagramma, mentre negli interspazi sono collocate altre opere famose, come la Carmen, l’Aida, il Barbiere di Siviglia, la Signora delle Camelie e la Madame Butterfly. Il corpino, dalla foggia egizia rappresenta l’Aida in tutto il suo splendore. L’organza grinzata color azzurro assume riflessi dorati per la base utilizzata. Il collettone, la baschina e i polsini sono decorati con ricami di cordoni, pietre dure e smalti.
Due arpe diventano spalliera, monumentale strumento musicale utilizzato per gli spettacoli lirico-classici. Il copricapo composto da molteplici treccine nere impreziosite da pietre dure rappresenta l’acconciatura delle egiziane; due ali di doppiato decorato racchiude un frontale con serpente-gioiello.


IL BARBIERE DI SIVIGLIA:
ANGELO FRAGALA’

Il costume in velluto ricorda il protagonista dell’opera che con la sua chitarra declamava il suo amore alla sua innamorata. I ricami in tessuto brillantina, le nappe e i merletti rendono il costume elegante, facendolo assomigliare al tipico costume spagnolo.


LA TOSCA:
ROBERTA BONGIOVANNI

Una delle opere liriche di Giuseppe Verdi che la critica ha giudicato una delle più intense, rappresentata da sempre nei teatri più importanti del mondo.
Il costume riproduce gli scenari dove si svolge la storia: da un lato la cupola di Santa Maria degli Angeli, dall’altro Castel Sant’Angelo e il fiume Tevere; un pentagramma completa la base anteriore del costume. Nella parte posteriore prende vita un teatro dove è posizionata la locandina della Tosca, realizzata in stampa plastificata. Il corpino in velluto blu e organza grinzata oro riprende lo stile del costume d’epoca.


IL PALIO DI SIENA:
FEDERICA CHINNICI

Il mondo ci invidia una delle manifestazioni equestri più spettacolari che si svolge all’interno di una elegante città medievale toscana: il Palio di Siena. La spettacolare corsa di cavalli che si svolge in agosto vede sfidarsi cavalli appartenenti ciascuno a contrade diverse, teatro di questa gara è la famosa piazza del Campo.
Il costume realizzato in velluto e organza, ai lati due maestosi cavalli in polistirolo; la parte bassa della gonna è attorniata 17 scudi, che raffigurano appunto le 17 contrade. Il corpino in stile medievale ci riporta alla storica sfilata che si svolge all’inizio del palio. Il tessuto brillantina intagliato e le bandiere rendono il costume prezioso e maestoso allo stesso tempo.


GLI SBANDIERATORI:
NATALE CHIARINA
ROSY GALASSO
LA VENIA ANTONIO
SALVO MALOPONTE
VALENTINA PALAMIDESI
FRANCESCO PISTONE
ANDREA PRIVITERA
ANNA SAVASTA
ANNALISA SEIRENZIA
CHRISTIAN ZUCCARELLO

semplice costume tipico, fanno da cornice al Palio di Siena. A ritmo di musica ondeggiano le loro colorate bandiere.


LA COSTA SMERALDA:
SIMONA GENTILE

Gli italiani, un popolo latino amante della bella vita, non poteva disconoscere una delle più belle coste che la nostra geografia ci offre in Sardegna: la Costa Smeralda, meta ambìta e conosciuta in tutto il mondo per le follie notturne e ritrovo per i vips.
Il costume realizzato in velluto blu, doppiato oro e organza verde smeraldo per la gonna, dove trovano posto il mare, le stelle dello spettacolo e del cinema e della società bene. Il corpino in doppiato oro è completato da una luna, simbolo delle notti di follie che si tengono appunto sulla Costa Smeralda. La sagoma della Sardegna è stata realizzata in sughero per ricordare che questa regione è una notevole produttrice di sughero al mondo.


LA DOLCE VITA:
DANIELA VINCI

Il cinema italiano ha dato lustro a grandi attori come Sofia Loren, Mastroianni, Monica Vitti, Gassman e altri che ne hanno fatto la storia. Uno dei film più amati e conosciuti è stato “La Dolce Vita. Un film ambientato negli anni ’60 dove nasce la figura del “Paparazzo” in questa Roma bene.
Il costume riprende la fontana di Trevi nella gonna. Realizzata in doppiato argento con effetti di drappeggio a nido d’ape per impreziosire la base. Sulla fontana realizzata in organza effetto acqua troviamo le monetine che si lanciano per usanza, dietro si staglia la scultura rappresentante i cavalli e il Nettuno della scultorea fontana. Sulla parte inferiore della gonna sono poste zollette di zucchero da cui si dipartono pellicole in plex per accentuarne il titolo: La Dolce Vita. Una grande macchina fotografica al centro contiene le foto di Anita e Marcello protagonisti del film. Il corpino di ciniglia nera poggia con la morbida gonna sull’acqua della fontana emulando la mitica Anita Ekberg.
Per copricapo una Palma d’oro, ricordando il premio che vinse questo splendido film a Cannes.

2° CARRO SCENOGRAFICO:

LO SPETTACOLO.

Il secondo carro, sempre in ordine di sfilata, esprime scenograficamente “LO SPETTACOLO”:
tanti sono stati e tanti altri sono ancora oggi i nostri ambasciatori che ci rappresentano nel mondo dello Spettacolo all’estero; tra questi per realizzare il carro dello SPETTACOLO ne sono stati scelti tre: Sofia Loren per il “Grande Cinema”, Totò per la “Commedia all’Italiana” e Domenico Modugno per la “Canzone”.
Nell’insieme il carro raffigura se stesso come fosse un grande palcoscenico dove, oltre alle tre sculture dei volti degli artisti suindicati, si manifestano scenograficamente; da un lato, la “Scala di Sanremo” stilizzata in fusione con una tastiera musicale di un immaginario pianoforte e con alcune righe di un colorito pentagramma che fa da spartito per l’esibizione di un violoncello; dall’altro lato due grandi bobine cinematografiche da cui si snoda una pellicola i cui variopinti fotogrammi stanno a simboleggiare lo splendore dei Films realizzati da Attori e Registi italiani; nella parte anteriore il carro si chiude con la realizzazione di un bouquet fiorito che, impreziosendo il palcoscenico, omaggia tutti gli artisti “nostrani”, proprio come avviene a Sanremo nel più famoso teatro canoro italiano.
Il tutto è amalgamato da una base pittorica di contorno che raffigura un insieme di stelle che brillano nell’azzurro penetrante del firmamento per simboleggiare la presenza di tutte le altre “STARS” non raffigurate nell’opera in questione.


Sul carro che omaggia le diverse forme di spettacolo italiano, canore, teatrali e cinematografie, troviamo alcuni fra i maggiori esponenti del nostro panorama artistico.

MONICA VITTI:
GRAZIANO CHINNICI

Chi non ricorda la magistrale interpretazione di questa nostra grande attrice nel film “Polvere di stelle”? Splendida nel suo costume hawaiano cantava spensierata “ma andò vai se la banana non ce l’hai!!!”
Il costume è realizzato in duchesse rosso e bianco. La gonna è ricca di balze di organza rossa e bianca da cui scendono lunghe frange di lycra, raffia e paillettes. Sul vestito sono ricamate infinite paillettes rosse mentre sulle maniche e sulla scollatura troviamo le stelline. Una generosa cascata di scintille gialle piena di paillettes a stella completano l’effetto polvere di stelle. I lilium colorati e brillanti nati della collana hawaiana conferiscono bellezza a questo costume. Banane si rincorrono sull’orlo della gonna a ricordare la famosa canzone.


WANDA OSIRIS:
PIETRO GIUFFRIDA

Wanda Osiris ammutoliva gli spettatori italiani quando discendeva la lunga scalinata, interamente vestita di bianco ammaliava tutti lanciando rose rosse.
Il costume è realizzato in crèpe di seta e organza. Doppie ruote formano il triplo strato della gonna interamente lenzata. Mentre il corpino è decorato da pietre iridate. La cappa presenta ampie maniche in organza grinzata e bordata da chanthal bianco che ritroviamo nella scollatura. Un bianco turbante ingentilito da fiori cinge il capo di Wanda.


MIKE BONGIORNO:
MARIO PESCE

Il più famoso fra i presentatori Mike Bongiorno si presenta in tutta la sua eleganza.
Lo smoking nero ha i revers della giacca e il gallone dei pantaloni realizzati in tessuto brillantina fumo.


TOTO’:
ANTONINO TORRE

L’uomo che divenne una maschera, Totò, emblema del cinema comico italiano viene qui rappresentato nella veste del “Pazzariello napoletano”.
Il costume si compone di una giacca color turchese, a foggia di frac dove sono stati cuciti cordoni, nappe, corni e cianfrusaglie come era d’uso fare per questa maschera che fu predecessore degli spot pubblicitari. Il Pazzariello infatti andava nelle piazze e al suono di grancassa promuoveva le mercanzie che gli veniva proposta. Totò la indossò in un suo famoso film rendendolo immortale.


DOMENICO MODUGNO:
CARMELO DI BELLA

Domenico Modugno, grande autori di canzoni, come “Volare”, il “Vecchio Frac” e altre ancora, è noto in tutto il mondo. Il suo “Volare” divenne un inno per gli italiani all’estero.
Il suo costume è costituito da un frac decorato con revers e riporti in brillantina.


IL MARCHESE DEL GRILLO:
UMBERTO FRAGALA’

Alberto Sordi, grande interprete di film come “Il medico della mutua”, “Il malato immaginario” e “L’avaro” etc. viene da noi ricordato nella veste del Marchese del Grillo. Altissima l’interpretazione di Albertone in questo bellissimo film dove rivediamo gli squarci di una Roma bigotta e ipocrita.
Il Marchese, è realizzato in taffetà turchese per la giacca dalla linea retrò. Il candido pantalone è in duchesse avorio mentre l’ampissimo mantello in velluto marron glassè. Il cilindro, i guanti e il bastone completano il costume.


RAFFAELLA CARRA’:
CARMELO PARRINELLO

Un’attrice poliedrica, danza, recitazione e doti canore ne fanno ancora oggi una delle nostre artiste più complete.
Il costume è espresso nel suo mitico tubino rosso scintillante di paillettes.


POVERA ITALIA MANGIATA DAI TOPI:
PATRIZIA CUSIMANO

Vi ricordate questo famoso detto?
Purtroppo dopo tanto, tanto e tanto orgoglio non potevamo tralasciare questo aspetto meno degno di vanto. La nostra splendida Italia è veramente rosicchiata dai topi che tirano le redini del governo italiano riducendola in miseria.
Il costume porta il tricolore nel corpino realizzato con scaglie quadrate di pallettoni tricolori. La gonna è ricoperta da brandelli, realizzati in scintilla azzurra e bianca. Al centro troviamo l’Italia realizzata in gommapiuma a forma di formaggio da cui si affacciano i voraci topini. I simboli dei vari partiti rattoppano la gonna e dietro i maggiori esponenti del governo sghignazzano a nostre spese. Peccato, il nostro Bel Paese ridotto come il “Bel Paese”!!!
L’acconciatura rappresenta il Colosseo a indicare Roma dove risiede la Tana di tutti i topi che hanno rosicchiato l’Italia.


IL TOPINO:
SALVUCCIO ARCIDIACONO

Un elegante e vorace topino si aggira attorno a questa “Bell’Italia” proprio per non perdere alcun boccone.
Il costume è costituito da un frac in tessuto azzurro e argento paillettato.


LA CREAZIONE:
ROSSELLA GIUFFRIDA
GIADA SCAVUZZO

I costumi indossati da Rossella e Giada simboleggiano il momento della creazione di un vestito, quando ancora tutto non è finito e si comincia a intravvedere il risultato. Le ruche di pizzo bianco si evidenziano da mezzo lato per lasciare l’altra parte incompleta in lycra fucsia.


LE CERAMICHE DI CALTAGIRONE:
ADRIANA PRIVITERA
MONICA PRIVITERA
EMANUELE SANTORO
ALESSIA SINATRA
CARMELO TOMASELLO

Fra i nostri manufatti le ceramiche di Caltagirone ricoprono un ruolo di rilievo. Sono presenti ovunque nelle case dei più disparati paesi del mondo come souvenir di un’arte tutta Made in Italy. Sono i colori i protagonisti di queste opere e sono i colori a far da padrona su questi costumi.
Il femminile si compone di un’ampia gonna realizzata a mò di scalinata di Caltagirone, realizzata in duchesse avorio, è interamente dipinta come l’originale. Il corpino riprende le decorazioni in pittura delle ceramiche.
Un sole e una luna si abbracciano in un magico incontro così come solitamente vengono rappresentati nelle ceramiche incorniciando la vita.
Il maschile si compone di un pantalone e di un’ampia giacca dove sono riprese le pitture coloratissime dei manufatti caltagironesi. Le due teste di moro sono in duchesse avorio e organza.
L’acconciatura riporta il pigno, tipica fattura delle ceramiche caltagironesi.



I VETRI DI MURANO:
AGATA SABATO

IL Made in Italy caratterizza tutto ciò che viene creato o realizzato in Italia, dalle maestranze. L’artigianato è sempre stato il nostro fiore all’occhiello e rimane ancora oggi un punto di forza del nostro prodotto.
Tutto il mondo conosce ed apprezza l’arte nel forgiare il vetro di Murano. Si utilizza per molteplici oggetti, dalle bomboniere ai vasi, dai lampadari ai gioielli. Infatti questo costume-gioiello racchiude in sé l’arte dei maestri vetrai.
La linea a goccia del vestito ricorda le bolle di vetro soffiato, dalla cintura ai fianchi si dipartono rami di fiori colorati realizzati in plex dipinto, ai lati inferiori della gonna due grandi pesci a simboleggiare i famosi animali in vetro di Murano. Completa il costume la spalliera in plex che forma la coda del pavone. La tecnica del silicone a caldo si plex completa l’effetto a rilievo delle lavorazioni di questo costume. L’acconciatura amplifica i fiori e le volute realizzati in plex dipinti con i colori per vetro.


MERLETTI DI BURANO:
JESSICA MOTTA

Altro magnifico capolavoro della manifattura italiana sono i merletti di Burano. Da sempre arricchiscono i corredi rendendoli preziosi.
Il costume si compone interamente di pizzo nella parte superiore, reso originale dall’utilizzo del merletto in plastica per una maggiore resa ad effetto. Sulla parte inferiore del costume sono posti due bauli finemente decorati e dipinti contenenti vari corredi. Al centro della gonna una corona in pizzo per confermare l’indiscussa sovranità del nostro artigianato. La trama di un merletto viene tessuto nel gigantesco telaio che circonda il costume.
L’acconciatura barocca è realizzata con volute di merletto ricordando una leggiadra parrucca.


IL CAPODIMONTE:
LUCREZIA CUSMANO

Con Capodimonte intendiamo un materiale porcellanato ed esclusivo per la realizzazione di bomboniere e complementi d’arredo pregiati. Un museo è stato interamente dedicato alle opere d’arte realizzate con questo superbo materiale. Intere statue sono decorate con fregi e bassorilievi, noi abbiamo dedicato un costume a quest’arte, realizzando un magnifico cigno che accompagnato da un vaso di fiori, diventa bomboniera-gioiello.
La parte superiore del capo è addolcita da un ampio colletto ad ala interamente dipinto. La base della gonna riprende i motivi tipici di questo manufatto. L’acconciatura riprende la forma della corona in questo caso dipinta con colori pastello. Fiori multicolore fanno da cornice e completano con un tocco di stile.


IL CAMEO:
MARIA SPINA

La lavorazione del corallo risale addirittura a 5000 anni fa, e proprio il cameo è la forma d’incisione a noi più nota. Ingentiliva i gioielli che fermavano i foulard con le trine delle signore del ‘900, o arricchivano collane, bracciali ed anelli. Oggi, come allora rimane fra le forme più eleganti nel vasto panorama dell’arte orafa italiana di cui siamo fieri.
Il costume indossato da Maria Spina presenta una corta gabbia ovale dove ai lati sono incastonati 2 cameo realizzati in polistirolo. Sul corpino un altro cameo realizzato in ceramica rafforza il lavoro di drappeggi in organza e velluto. Il tessuto brillantina decora il tutto. I rami del corallo si rincorrono sulla gonna del tubino e sull’ampio colletto. Il copricapo con la corona racchiude un altro cameo circondato da piume azzurre.


LA LAMPADA:
LELLA SANTONOCITO

Le lampade italiane costituiscono un grande esempio di design italiano. Dalle più antiche alle più moderne sono state realizzate con l’utilizzo dei più diversi materiali, dall’argento al capodimonte, dal vetro di Murano all’acciaio, mantenendo quell’inventiva che contraddistingue i creatori italiani.
Il costume della lampada italiana si divide in due per dare spazio a due periodi storici diversi. Il passato, con la parte di lamè goffrato a nido d’ape per ricordare l’argento delle antiche lampade ad olio realizzate da maestri orafi; la parte moderna, dove invece la lycra e il doppiato argento ricordano l’acciaio delle moderne fatture. Sulla spalliera dal lato antico scendono coppe in plastica e decori barocchi; dalla parte moderna scendono moderne lampade surreali in plex colorato.


LA LAMPADA ANTICA:
ERIKA SANTAGATI

Il costume rappresenta un’antica lampada ad olio realizzata in argento. La gabbia dalla forma inusitata è completata dalle testa di due aquile ai lati. Al centro della gonna una conchiglia ed altri elementi di cesellatura barocca. Il corpino è completato dal cerchio che serviva a sostenere la lampada. Il copricapo è costituito da un’ampia fiamma che illumina il costume.


LA LAMPADA MODERNA:
SALVATORE SANTAGATI

Piccolo costume che completa il trittico rievocando le lampade realizzate con il vetro di Murano; la famose Murrine.
I colori azzurri del plex si contraddistinguono sulla giacca di doppiato argento.


I figli di FIORUCCI:
ROSARIO BONGIOVANNI
ROBERTA CARUSO
SALVATORE COLICCHIA
ROSARIO FISICHELLA
DANIELE GUGLIELMINO
FLORINDA MAUGERI
ANTONINO MAZZOLA
SALVATORE MAZZOLA
GIUSY MICALE
GIUSY NICOTRA
CATERINA PRIVITERA
VITTORIO RUSSO
ORAZIO SANTAGATI
CARMELO TEDESCO
LORENZO ZITO

La storia della moda ha percorso talmente tante tappe che ricordarle tutte sarebbe impossibile, però alla nostra attenzione non può sfuggire la storia del jeans. Nei primi del ‘500 questo tessuto veniva usato per i tendoni che ricoprivano le merci delle navi mercantili che salpavano da Genova. Giunto in America acquistò il suo attuale potere, poiché venne utilizzato per realizzare un indumento robusto per i minatori. Nacque il Jeans: “Blu di Genova”.
Questo gruppo di ragazzi interpreta un’allegoria presente nel nome del costume: ispirato ai figli dei fiori degli anni ’60 il costume si compone di un poncho e di un pantalone a zampa di elefante. Il jeans in varie tinte è l’unico tessuto utilizzato per rafforzare il significato dell’allegoria figli dei fiori…..figli di Fiorucci. Fiori multicolori si intrecciano sulla coda intarsiata del poncho e sulla zampa del pantalone, i colori ottenuti sono stati realizzati con pitture a mano. Una semplice bandana funge da copricapo.


LE ETICHETTE BON-TON:
GIUSY FINOCCHIARO
MARILENA SANTAGATI

Fino agli anni ’50 i capi di abbigliamento si producevano in maniera artigianale, ma l’avvento dei grandi magazzini ha dato la svolta al mondo dell’abbigliamento italiano. Producendo in maniera industriale si rendono accessibili, a tutte le donne, quei capi che prima sognavano.
Il costume ha la linea di un classico chemisiere, realizzato in velluto rosso ha una gonna a balze di tulle che lo sostiene. Due grandi etichette con la scritta “Made in Italy” sono poste ai lati della gonna; sulle maniche a sbuffo sono “incastonati” due rocchetti con il filo che rincorre il vestito finendo nella cruna dei due aghi posti sulle spalle. Tantissime etichette rifiniscono la parte inferiore della manica.


IL MANICHINO:
DOMENICO MASCALI

La caratteristica fondamentale che differenzia la moda dell’artigianato dalla moda industriale è il taglio personalizzato.
Questo costume rappresenta un manichino realizzato in doppiato nero sul quale è posto un foglio di carta da taglio in taffetà segnata con i colori blu e rosso, come d’uso quando si crea un cartamodello. Il pantalone in lycra argento con finiture di doppiato ricorda il piedistallo del manichino. Il copricapo è costituito da un cappello con del taffetà stropicciato e un paio di forbici.


LE SCARPE:
GRAZIA MAZZEO

Le scarpe italiane ci rappresentano nel mondo come prodotto di altissima qualità. Sia per il pellame utilizzato sia per la perfezione della fattura sono le più famose e ricercate. In questo costume sono esposte sulla gabbia a vista: una, prettamente anni ’50 a pois neri su fondo bianco, l’altro è un sandalo gioiello. La gonna effetto nuvola è costituita da tulle verde e azzurro sfrangiato. Il corpino è realizzato con stralci di pelle bianca e nera e prezioso tessuto brillantato. ,Il copricapo presenta la corona, nota stilistica di legatura di tutti i costumi, dove trova spazio una cornice con una scarpa al centro: capolavori d’arte!


LA BORSA:
ORIANA PETRARCA

Insieme alle scarpe le borse italiane sono protagoniste nel mondo degli accessori.
Il costume è composta da una grande cornice di polistirolo che incornicia ed evidenzia la borsa realizzata in dainetto al posto della gonna. Il dainetto marroncino è riempito dalle famose “F” di Fendi rilucenti di tessuto brillantina. Il corpino riprende decori con lo stesso tessuto brillantina su duchesse per base. L’acconciatura riprende la stessa cornice con delle colonne su cui poggia delle deliziose borsette.


LO STEMMA DELLA FERRARI:
GIUSEPPE CINCONZE

Costume in similpelle rossa; sul davanti sta applicato lo stemma della prestigiosa scuderia: su uno sfondo doppiato giallo spicca il cavallino rampante in tessuto brillantina nero. Le maniche a scacchi bianchi e neri ricordano la bandiera che segna l’arrivo.


LA FERRARI:
LINDA CINCONZE

Moda, arte, cultura, manufatti e quant’altro costituiscono il Made in Italy ma il cuore degli italiani batte per l’orgoglio di essere conosciuti anche per lo sport. La rappresentante d’eccellenza è senza dubbio la Ferrari.
Il cavallino rampante simbolo dell’Italia sportiva ha ispirato questo costume: la forma della gabbia non lascia dubbi riprende la squadratura della “magica rossa”. È interamente realizzato in polivinile rosso per accentuarne la modernità; il corpino ricorda la tuta dei piloti con i suoi tagli eccentrici, ai lati della gonna due grandi ruote realizzate con gommapiuma scolpita. Il musetto è realizzato in cartone pressato e carta-specchio. Dietro, le lunghe code, lasciano la scia della fiammante rossa. La bandiera a scacchi bianchi e neri, che ha scandito le vittorie della Ferrari, è fermata dallo stemma del cavallino al centro del corpino.


3° CARRO SCENOGRAFICO:

LA MODA.

L’ultimo carro a fare la sua apparizione lungo il percorso della sfilata attenziona la“MODA”che è il nostro vanto inconfutabile anche per effetto dell’affermazione di quegli artisti che ci invidiano da ogni parte del mondo, per citarne alcuni: Versace, Cavalli, Valentino, Prada, Armani, Dolce e Gabbana e tanti altri ancora.
La creazione plastica della sceneggiatura è stata progettata con l’idea di offrire una allegorica vetrina espositiva cosicché sono ben visibili delle sculture che rappresentano delle ammalianti silhouettes di astratte modelle che fanno mostra del loro sfarzoso stile in un immaginario defilé di moda; inoltre, sfruttando un famoso slogan, “IL DIAVOLO VESTE PRADA”, si è pensato di realizzare un gigantesco paio di scarpe femminili di chiara imitazione “Prada” che saranno “calzate” da due bellissime indossatrici che vestiranno con estro ed abilità le “diavolette” vanitose dall’alto della loro calzatura firmata.
Anche in questo carro di chiusura non manca la raffigurazione di alcuni elementi tecnici propri del tema, nel caso specifico della Moda, infatti in totale allegoria sono stati realizzati, con sembianze quasi umanizzate, sculture come: uno Spillo, un Rocchetto sartoriale il cui filo si estende fino ad inserirsi in un grazioso ago, un busto artistico raffigurante una fantasiosa modella che indossa un costume tipicamente carnascialesco, con doverosa mascherina, che simboleggia la solare corolla di un fiore, come a testimoniare che la Moda è il nostro fiore all’occhiello anche nel carnevale.


Il suddetto carro e quelli precedentemente relazionati sono stati realizzati con “Polistirolo”, Polietilene espanso, Colle e colori ad acqua ed acrilici; la struttura portante ancorata al carrello è stata realizzata in Ferro ed è rivestita con Multistrato di legno e con masonite; tutti e tre i carri sono dotati di impianto elettrico artisticamente predisposto che è servito da gruppi elettrogeni adeguatamente installati per fornire l’energia elettrica necessaria; su ognuno dei carri è in servizio un potente impianto di amplificazione musicale che accompagnerà le performances degli interpreti in costume.


LA CREAZIONE DEL COSTUME:
GIANLUCA DI PRIMA

Il costume interpreta la creazione della mise carnascialesca. Quella magica idea che si fissa sul foglio e che poi prende vita grazie alle abili mani dei sarti. Il manichino viene così vestito da duchesse giallo e arancio, dove viene creata la mezza giacca e il mezzo pantalone; un sapiente intreccio di nastri sottolinea la zampa del pantalone mentre sul davanti della giacca sono creati ruche e fasce in duchesse. Un metro definisce la manica del manichino, mentre le pezze di stoffa si snodano dal dietro dell’incompleta giacca. Una regale corona reca una spalliera a dare lustro al lavoro sartoriale che i nostri costumi meritano.


IL DIAVOLO VESTE PRADA:
KATIUSCIA GIUFFRIDA
CARMEN LO GIUDICE

I costumi sono realizzate in rete color carne, e lycra rossa, arancio e gialla, le fiamme si rincorrono sul corpo disegnando sulle tute un effetto body-art. Le sexi diavolette indossano una mezza giacca di candida crinolina a riportare che il diavolo veste Prada.


LA CREAZIONE DI VERSACE:
SARA EGITTO

Questo costume omaggia il grande stilista oggi scomparso: definito “l’arlecchino” della moda, lo ricordiamo per i forti colori a lui cari: il fucsia,il verde, il giallo, il blu si intersecano come tasselli nelle ampie maniche stile anni ’60 modello esclusivo Versace. Sul manichino realizzato in doppiato nero scende il vestito in taffetà giallo ancora incompleto. Sulla parte anteriore sono dipinti i grattacieli di Miami con le sue verdi palme, mentre sul retro si snodano dai rotoli le pezze di taffetà ancora al taglio. Il copricapo, ricorda quello appunto di arlecchino, reca come spilla il marchio della famosa maison a forma di Medusa arricchita da una coroncina in silicone oro.

LA CREAZIONE DI VALENTINO:
MARIA MOTTA

Valentino, stilista fra i più apprezzati dalle stars di tutto il mondo, è noto per il suo stile inconfondibile: l’alta sartorialità lo contraddistingue e la creazione di questo costume ne è la prova. Sul manichino di doppiato nero viene creato il magnifico abito rosso Valentino: volute di taffetà rossa sapientemente plissettato diventano ventagli che racchiudono rose rosse. Non ancora completato il costume viene sorretto da grandi spilli che fissano il taglio magistrale.


LA CREAZIONE DI DOLCE E GABBANA:
DOMENICO BRUNO

Il costume realizzato in velluto marrone, la lunga giacca si compone a metà sul manichino di doppiato nero, così come il pantalone di paillettes argento ancora incompleto e imbastito. Una pelliccia completa il colletto rafforzando lo stile siciliano dei nostri stilisti.


LA CREAZIONE DI FERRE’:
PAOLO GIUFFRIDA

Ferré amava l’eleganza e, l’architettura fu la sua chiave di lettura. I suoi abiti scultura sono nei musei dell’alta moda considerati vere e proprie opere d’arte. Amante delle linee rette e scultoree, lo interpretiamo nel massimo dell’eleganza maschile, un frac in ottomano bluette viene costruito sul manichino di doppiato. Un metro in lamè oro con i numeri ricamati in paillettes nere, circonda il braccio sulla manica di lycra argento. Il piedistallo del manichino viene interpretato dalla gamba avvolta dalla lycra argento con finiture in doppiato. Il cilindro ne completa l’eleganza.


LA CREAZIONE DI GIORGIO ARMANI:
GIUSEPPE DI BELLA

Giorgio Armani, noto per le sue giacche, ha vestito gli attori di grandi films come “C’era una volta l’America”…..Sul manichino viene creato il suo famoso doppiopetto gessato realizzato in pettinato crema,le imbottiture lo decorano con paillettes argento. Il borsalino completa la creazione di questo vestito.

LA CREAZIONE DI ROBERTO CAVALLI:
GIUSEPPE MOTTA

Questo stilista, a noi noto soprattutto per la prelidizione di tessuti panterati, maculati, pitonata, e per il gusto prettamente etnico, ha arricchito il panorama mondiale della moda con quella nota di “selvaggio” che lo contraddistinguono.
Il costume è costituito da una giacca in similpelle pitonata, con lunghe frange nelle maniche; sono state applicate flessuose piume di gallo cedrone su tutto il colletto della giacca per esprimere lo spirito aggressivo di questo stilista. I pantaloni sono jeans della stessa griffe.


IL MAESTRO ORAFO:
FRANCESCO GIUFFRIDA

Il costume indossato da Ciccio Campanazza è un tripudio di cesellature e pietre preziose così come sono i gioielli creati dai nostri artisti orafi.
Lo splendido broccato oro utilizzato per l’ampia giacca fà da sfondo alle molteplici collane che lo adornano. I pantaloni e le maniche sono realizzati in tessuto paillettes oro mentre il collettone, la cintura e la corona sono in tessuto brillantina. Sul dietro della giacca un’enorme collana realizzata con doppiato oro intrecciato reca una splendida pietra. Dalle attaccatura delle maniche fuoriescono due scatole contenenti grossi preziosi mentre le collane scendono dai busti espositori blu posti sulla giacca. Il copricapo è una ricca corona a tre strati che impreziosisce il costume ed esalta ancora una volta la regalità del nostro Made in Italy.
Prezioso come il più eccelso dei gioielli il nostro Made in Italy va tutelato e promosso poiché è la nostra forza e uno dei più grandi patrimoni da rispettare.


I componenti dell’Associazione “Turi Campanazza” ringraziano tutti i partecipanti, gli amici ed i simpatizzanti e augurano a tutti

BUON DIVERTIMENTO!